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Visualizzazione dei post con l'etichetta teatro

Il maschio in crisi di Pinter e Fusi

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Foto di scena de L'amante per la regia di Luca Fusi L’amante di Harold Pinter è un testo che si presta a differenti interpretazioni che possono variare a seconda del “peso” che viene dato a uno degli scambi dialogici, forse, più misteriosi del teatro pinteriano. Nel testo il protagonista maschile afferma di essere attratto da «Dei tori con le mammelle. Grossi tori con le mammelle» e, quando la protagonista femminile chiede se si stia riferendo a delle «vacche», lui specifica: «No, non voglio dire delle vacche. Voglio dire degli enormi voluminosi tori femminili con le mammelle». Cosa siano tali tori con le mammelle non è esplicitato ulteriormente. Proviamo a indagare. Attenzione spoiler La lettura estetica (e datata) L’amante è stato rappresentato per la prima volta nel 1963.  Prima, quindi, della rivoluzione sessuale. Al centro dell’azione c’è una coppia sposata da dieci anni che, per dare un po’ di pepe al proprio rapporto, mette in scena un elaborato set erotico dove il marit...

Pur di tenersi l'amico

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Tradimenti di Harold Pinter per la regia di Maurizio Schmidt con Gaetano Franzese , Lucrezia Mascellino e Claudio Pellegrini è decisamente un gran bello spettacolo. Gli arredi in palcoscenico sono coperti da delle lenzuola antipolvere: tutto è già acqua passata. Entrano gli interpreti e danno corpo a un lungo flashback che dal 1977 arriva al 1968 e che illumina i momenti salienti di una storia d’amore a tre. Lei è sposata con lui ed è l’amante del migliore amico di lui. Un classico. Solo che lo sposo sa. Attenzione spoiler Lo sposo sa e fa di tutto per tenersi l’amico: non chiarisce con lui se non nel 1977, quando, ormai, la storia tra sua moglie e l’amico è finita ed è finita anche la sua relazione con la moglie e, quindi, non ha più nulla da temere . Sa da sempre. Dal 1968: ha visto ed è stato zitto. Anzi, nel finale modificato dal regista, accetta di stare tra l’amico e la moglie. Il testo di Pinter , diversamente dallo spettacolo di Schmidt, termina in modo volutamente equiv...

La tragedia dei vigliacchi

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Tradimenti di Harold Pinter è una tragedia e lo è senza che succeda nulla di convenzionalmente tragico.  Lo è proprio perché non succede nulla.  E non succede nulla perché i suoi protagonisti sono dei vigliacchi che non sanno prendere in mano le loro vite. Sulla scena di Tradimenti ci sono tre protagonisti: due uomini di 40 anni e una donna di 38.  La donna è la moglie di uno dei due e l’amante dell’altro.  I due uomini sono talmente amici che uno dei due ha fatto da testimone di nozze dell’altro. L’azione scenica procede a ritroso: la prima scena si svolge nel 1977; l'ultima nel 1968. Lo spettatore, in tal modo, viene a conoscenza della tragedia vissuta quotidianamente dai protagonisti che sanno tutto, ma, per quieto vivere, fingono di non sapere. Essi evitano di prendere in mano le proprie vite, perché “tengono famiglia”. E ciò che evitano non è tanto il chiarirsi tra loro mettendo in piazza le corna che portano o che si sono fatti. Ciò che evitano è di dirsi ch...

Alla ricerca dell'uomo moderno

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Con Un cuore greco , edito da Neri Pozza, Marina Valensise compie un viaggio in quella parte di letteratura del Novecento che si è rifatta ai classici con lo scopo di rifondare la società moderna. Gli autori su cui Valensise ragiona sono quasi tutti dei drammaturghi e, nella sua analisi, la saggista privilegia il loro punto di vista, mettendo, più di una volta, in secondo piano quello dei registi e degli interpreti. Una scelta precisa e un po’ inconsueta, dato che il Novecento è, senza alcun dubbio, il secolo in cui la regia teatrale si afferma e prende il dominio delle scene, anche a scapito della centralità del testo (di cui, specie negli Anni Settanta, si è anche fatto a meno). Ma, evidentemente, lo scopo principale di Valensise era comprendere come gli autori novecenteschi abbiano “usato” il materiale letterario prodotto dai greci e dai romani per i loro fini. Un materiale che, nel corso dei secoli, si è stratificato ed è diventato una sorta di immaginario collettivo, nel quale gli...

Droga, sesso e genitori

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Speed di Roberto Simonte , per la regia di Paolo Panizza e l’interpretazione di Maziar Firouzi è davvero un bello spettacolo in grado di coinvolgere gli spettatori e tenerli incollati alla poltrona dall’inizio alla fine. Liberamente ispirato a In exitu di Giovanni Testori , Speed ne è quasi un antefatto: il protagonista non è ancora arrivato allo scalone della Stazione Centrale di Milano, ma sta ancora spacciando, prostituendosi e drogandosi in un lercio parchetto di periferia. Gli episodi che racconta al pubblico ricordano, ma non ricalcano, quelli che il protagonista del romanzo di Testori racconta durante il suo ultimo viaggio. Permangono nel testo teatrale il tema dell’attaccamento viscerale ai propri genitori, non scevro da accuse, anche assai gravi, rivolte loro; e il racconto della discesa agli inferi. Ma, come già nel romanzo, lo spettatore non è portato ad avere una facile e superficiale reazione di sdegno o disprezzo nei confronti del protagonista, bensì una ben più prof...

E che palle sto spettacolo!

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Ci sono testi nati per essere letti e testi nati per essere incarnati. Cemento di Thomas Bernhard è un romanzo e l’operazione condotta da  Roberto Trifirò di tradurlo in testo scenico non ha dato esiti felici. Prova ne sia che, al metaforico calar del sipario, il pubblico presente al Teatro Out Off per la replica domenicale non ha subito compreso che lo spettacolo era terminato e si è prodotto in un timido applauso di cortesia. Sarà che un romanzo sulla difficoltà di affrontare la pagina bianca può essere un’ottima lettura serale per conciliare il sonno; ma a teatro proprio non funziona e dormire in platea non è l’obiettivo che uno spettatore comune si prefigge di raggiungere quando esce di casa. Anche se è domenica pomeriggio. E a tener desta l’attenzione non ha giovato praticamente nulla:  non la scenografia di Gianni Carluccio : 6 tavolini uguali a far da leggio all’attore. Un tentativo di dare un po’ di dinamismo all’azione che si è, fatalmente, tradotto nel suo oppost...

Come sprofondare all'Inferno

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Sta scritto che una giovane donna incontri un bel tenebroso e ci vada a letto la sera stessa. Sta scritto che, al mattino, il bel tenebroso chieda il conto alla donna per la nottata di passione. Sta scritto che la giovane donna rifiuti il denaro dell’uomo. Sta scritto che il bel tenebroso scateni l’Inferno perché non sta scritto da nessuna parte che qualcuno possa rifiutare dei soldi in questa nostra società fondata sul (e dal) Dio-Denaro… Così leggono nel copione gli attori riuniti dal regista per la prima lettura .  Lettura che inizia un po’ svogliata, ma che si fa via via più immersiva , fino a quando gli attori diventano i personaggi e non hanno più bisogno, per sapere la loro parte, di leggerla nel copione.  Perché, in fondo, quello che la storia narra, sta scritto da sempre: è l’eterna lotta tra il Bene e il Male; tra il Diavolo e l’Angelo-Guida… Come trattenere il respiro di Zinnie Harris per la regia di Marco Plini è davvero un gran bello spettacolo, in grado ...

Il potere dell'immaginazione collettiva

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ph. Stefano Vaja Noi siamo un minestrone (Imagine) di e con Paola Berselli e Stefano Pasquini del Teatro delle Ariette è la “dimostrazione” del fatto che l’immaginazione collettiva è potente , almeno a teatro. Il testo dello spettacolo racconta una storia, ma, per l’obiettivo che si vuole raggiungere, potrebbe benissimo raccontarne anche un’altra del tutto differente: ciò che conta, infatti, è l’unione, la collaborazione, che si crea tra attori e spettatori nel corso della rappresentazione . Una collaborazione che è rito . Rito religioso e arcaico, come doveva essere alle origini il fare Teatro . I due attori, quindi, sono due officianti e gli spettatori, che, letteralmente, “fanno quadrato” attorno ad essi, sono al contempo destinatari del rito e di esso co-officianti: infatti, affinché il miracolo si manifesti, è necessaria la loro immaginazione. E i co-officianti lo sanno. Inconsciamente, ma lo sanno: da subito mettono a disposizione dei due sacerdoti il potere della loro imm...