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Visualizzazione dei post da aprile, 2011

Una serata sprecata

Ieri sera al Teatro Sociale di Bergamo è stato presentato al pubblico cittadino Made in Italy di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani . Si tratta di un testo che riunisce una serie di elenchi di frasi, modi di dire, tic verbali spesso assai banali. Tali elenchi non vengono recitati dai due autori/interpreti, ma da loro scanditi con tono di voce monocorde. Intervallano i vari elenchi alcuni stacchi musicali. Il tutto non produce un testo/spettacolo che abbia un senso. Non dà neppure vita a uno spettacolo in cui sia palese una qualche forma di ricerca artistica/espressiva. Il tutto, in ultima analisi, non vale il costo del biglietto.

Moretti baciato dalla Grazia

Nanni Moretti ha all’attivo film come Bianca (1984); Caro Diario (1993); La stanza del figlio (2001) e Il caimano (2006) che, da soli, farebbero vanto a qualsiasi regista. A tale già nutrita schiera si aggiunge ora Habemus papam . Avvertenza: nelle righe che seguono si fa riferimento al finale del film. Sono un morettiano convinto.  Considero, infatti, Nanni Moretti uno dei registi viventi più bravi del mondo.  Mi piace Moretti anche come attore di film non suoi, come, ad esempio, Il portaborse o Caos calmo . Fino ad ora consideravo La stanza del figlio il suo capolavoro. Oggi sono pronto a dire che con Habemus papam Moretti dimostra di essere stato baciato dalla Grazia. In Habemus papam Moretti utilizza il linguaggio lieve della commedia per sottoporre a critica feroce non solo la Chiesa cattolica, ma anche molta società italiana.  Una critica che, seppur feroce, ha la grazia di non apparire come tale... Ma tento di mostrare dove c’è critica... Ad

Il lieto fine è obbligatorio

Ieri sera al Teatro Donizetti di Bergamo è andato in scena il musical Bollywood Love Story di Sanjoy K. Roy (anche regista) e le coreografie di Gilles Chuyen . Si tratta di uno spettacolo piacevole, frutto del sincretismo tra le tecniche espressive del genere made in USA (il musical, appunto) e la cultura della tradizione indiana. La storia narrata dallo spettacolo è banalmente funzionale: lui si innamora di lei. Il loro amore è contrastato dal padre di lei che fa rapire lui. Lui riesce a fuggire e chiede a lei di sposarlo. Lei accetta e, alla fine, anche il padre di lei accetta il matrimonio tra i due... Una storia con il lieto fine tipico dei film di Bollywood, narrata con i mezzi espressivi tipici del musical. Un linguaggio, quello del musical, moderno e dinamico, usato, però, per veicolare gli elementi della tradizione indiana.  Elementi che non stonano: il modernismo occidentale è usato, dunque, sapientemente senza che emergano apparenti contraddizioni. Una tradizione (q