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Recitare l’identità

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Come tu mi vuoi , Invisibile Kollettivo (ph. Laila Pozzo) Si può rimaneggiare un testo di Luigi Pirandello e migliorarlo? Sì e, a volte, si deve. Lo dimostra assai bene il Come tu mi vuoi messo in scena, pesantemente riadattato, da Invisibile Kollettivo . Il Come tu mi vuoi di Pirandello, sia detto con franchezza, è un testo che nulla aggiunge alla grandezza creativa del Maestro siciliano. In altre parole, forse un po’ brutali, si tratta di un testo facente parte della produzione minore di Pirandello, in quanto pare eccessivamente “costruito”. Alla fine del terzo atto, il lettore/spettatore si trova a chiedersi se Pirandello non abbia, in qualche modo, mancato il bersaglio, perché le motivazioni che dettano le scelte dell’Ignota appaiono decisamente “fragili” o “cervellotiche” (come si sarebbe detto ai tempi di Pirandello stesso). Invisibile Kollettivo, invece, mettendo pesantemente mano al testo (con tanto di cambiamento del finale) lo migliora sensibilmente, realizzando uno spettac

Le icone di Richard Avedon

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Fino al 29 gennaio 2023 Palazzo Reale di Milano ospita la mostra Richard Avedon: Relationship a cura di Rebecca Senf in cui sono esposte 106 immagini provenienti dal Center for Creative Photography di Tucson e dalla Richard Avedon Foundation.  Si tratta di una mostra che presenta al pubblico dei visitatori soprattutto i ritratti scattati da Avedon durante la sua lunga e prolifica carriera. Ritratti di personaggi famosi (o che famosi erano al tempo dello scatto) rigorosamente in bianco e nero (uniche eccezioni le campagne realizzate per Versace), in cui il soggetto fotografato assume una dimensione iconica . In altre parole, il personaggio famoso, nello e con lo scatto di Avedon, diventa un’icona moderna; un “segno” , una “manifestazione” dell’uomo o della donna coeva. Vero è che Avedon ebbe a dichiarare che i suoi ritratti “dicevano” più del fotografo che delle persone fotografate (e non è un caso, allora, che la mostra inizi proprio con un autoritratto del Maestro); ma è altrettan

Zerocalcare ti tiene incollato alla pagina

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Scheletri di Zerocalcare è davvero un gran bel romanzo in forma di graphic novel. Una storia in cui il protagonista (Zerocalcare stesso) racconta, con un lungo flashback, una serie di eventi successi a lui e ai suoi amici più stretti agli inizi del 2002. Storiacce di cui si conserva il ricordo sotto forma di scheletri nell’armadio… Ma, improvvisamente, nel 2020, i protagonisti di quelle storie si ripresentano sull’uscio di casa e i dubbi che erano rimasti in sospeso e le domande che non si era stati in grado di porre, tornano a farsi urgenti e attuali. Ormai è tempo di capire: ci si è fatti adulti; si è cambiati. Ma, forse, non si è imparato ad ascoltare e la fiducia negli altri non è tale da credere nel loro cambiamento e… si sbagliano le domande, ma, soprattutto, non si crede alle risposte. Un libro che racconta assai bene di come ancor più che cambiare, sia difficile accettare il cambiamento degli (e negli) altri, sia esso un mutamento radicale e di svolta definitiva con il passat

La religione come strumento di dominio

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L’undicesimo comandamento di Lester Del Rey è un gran bel romanzo uscito per la prima volta nel 1962, ma che potrebbe essere stato scritto oggi. Sulla Terra arriva l’umano Boyd, giovane di belle speranze (o, almeno, lui così si percepisce), proveniente dalla progredita Marte. Lo shock post-atterraggio per lui è notevole, in quanto il giovane non manca di rilevare come il pianeta Terra puzzi di marcio e decadenza. Inoltre, Boyd ci mette davvero poco sia per capire che il Nord America che lo “ospita” è sovrappopolato in modo davvero eccessivo, sia che esso è governato, con mano pesante, dallo spietato clero appartenente alla Chiesa apostolica dell’undicesimo comandamento che, tra l’altro, è la causa diretta proprio del sovrappopolamento. Ma le sorprese per Boyd non sono finite: convinto di essere stato spedito sulla Terra per uno scambio culturale, scopre, invece, di esservi stato deportato… Non gli resta che cercare un modo, più o meno legale, per poter tornare su Marte, ma l’impresa

Holmes tra il giallo e lo spionaggio

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L’ultimo saluto di Arthur Conan Doyle è una raccolta di racconti con protagonista il suo personaggio più famoso: Sherlock Holmes. La raccolta, però, diverge leggermente dalle precedenti “avventure” del detective, in quanto in essa si trovano due racconti che sono più affini al genere spy che al giallo.  I due racconti in questione sono L'avventura dei progetti Bruce-Partington e L'ultimo saluto. Un epilogo. Il primo è ancora assai legato al genere giallo, tanto che Holmes deve condurre delle indagini accurate per scoprire l’identità del traditore che ha consegnato delle carte segretissime a un agente straniero. Il secondo - che dà il titolo all’intera raccolta - è, invece, lontano dal genere giallo e vicino a quello delle spy story: in esso Holmes appare sotto copertura e ciò che viene narrato nel racconto è solo l’ultima e definitiva “mossa” del detective in pensione (così, infatti, è presentato Holmes nell’introduzione al libro), ora ingaggiato direttamente dal Governo per

Il passato che riemerge

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Ripley sott’acqua di Patricia Highsmith è l’ultimo, e, forse, meno riuscito, dei romanzi che l’Autrice ha dedicato a Tom Ripley. A fronte di un inizio tutto sommato geniale, in quanto capace di riportare la storia al principio dei cinque romanzi, la trama procede un po’ lenta e, a volte, completamente priva di quella “tensione” narrativa di cui la Highsmith era assoluta regina. Ad ogni modo, l’idea del passato che ritorna all’improvviso viene sviluppata all’interno della trama, seppure in un modo inaspettato per il lettore: Ripley, infatti, si trova a dover fronteggiare le manie persecutorie di uno stalker che, senza un preciso motivo, lo ha preso di mira. Forse proprio la mancanza di un motivo “forte” alla base dell’agire dello stalker è ciò che rende il romanzo, complessivamente, poco tensivo: il lettore non si trova coinvolto dall’agire dei protagonisti, anche perché non ne può prevedere e anticipare le mosse. Non mancano, certo, i colpi di scena, ma l’imprevedibilità dell’agire d

La valle della paura

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La valle della paura di Arthur Conan Doyle è un romanzo nettamente diviso in due: nella prima parte Sherlock Holmes deve risolvere un intricato omicidio; nella seconda, invece, vengono raccontati i fatti che, nel passato narrativo, hanno portato, nel presente narrativo, al delitto di cui si è narrato nella prima parte. Per ovvi motivi, nella seconda parte Sherlock Holmes non c’è. Ma il romanzo, oltre alla particolarità di essere diviso in due parti, ha anche quella che, nel presente narrativo, Sherlock Holmes fa continui riferimenti a Moriarty, genio del male e suo acerrimo nemico. A lui, nell’ Epilogo , Holmes addebita anche la responsabilità del nuovo omicidio con cui si conclude tutto il racconto. Un romanzo ben condotto, quello di Conan Doyle, che non perde smalto neppure quando Holmes non è presente sulla scena e che resta una piacevole lettura estiva. Altro su Conan Doyle   La valle della paura è disponibile in Amazon .