Post

Monet: il trionfo del colore

Immagine
Claude Monet, Nymphéas , vers 1916-1919,  © Musée Marmottan Monet, Académie des beaux-arts, Paris   Da domani 18 settembre e fino al 30 gennaio 2022 a Palazzo Reale di Milano sarà possibile visitare la mostra Monet. Dal Musée Marmottan Monet, Parigi a cura di Marianne Mathieu . Si tratta di un’ottima occasione per ammirare capolavori assai cari al Maestro dell’Impressionismo che non volle mai metterli in vendita e che custodì gelosamente fino alla morte. 53 opere , suddivise in sette sezioni, che ripercorrono l’intera carriera artistica di Monet, dai primi quadri, fino ai capolavori della maturità. Una produzione, quella di Monet, che, se è vero che pone il Maestro ai vertici dell’Impressionismo, è altrettanto vero che lo vede spaziare tra varie correnti artistiche, Astrattismo incluso. Lo si nota assai bene durante il percorso espositivo milanese che, tra le altre, ha il pregio di presentare al pubblico sale nelle quali sono presenti quadri che raffigurano il medesimo soggetto, ma,

Il ritorno di Sherlock Holmes

Immagine
Il racconto più interessante tra quelli riuniti da Arthur Conan Doyle sotto il titolo de Il ritorno di Sherlock Holmes è sicuramente il primo, nel quale si spiega come e perché Sherlock Holmes abbia fatto credere a tutti (Watson compreso) di essere morto e - dopo tre anni - abbia deciso di apparire di nuovo sulla scena londinese. Gli appassionati ricorderanno sicuramente come la silloge Le memorie di Sherlock Holmes terminasse con la morte del celebre investigatore. Nel primo racconto della nuova raccolta - come detto - Holmes spiega a Watson di non essere affatto caduto insieme a Moriarty nella cascata, ma di aver voluto che lo si credesse, per poter meglio dare la caccia a coloro che lo volevano morto... Nel resto del libro, la coppia Holmes-Watson, ormai ricompattata, si trova a dover risolvere nuovi casi spinosi. A rendere interessante tali racconti, è soprattutto la descrizione che da essi emerge dell’ Inghilterra vittoriana . Si trattava di una società fortemente classista e r

Ubik non nuoce se usato correttamente

Immagine
Ubik di Philip K. Dick è un romanzo denso, in cui compare tutto l’Universo dell’Autore, fatto di telepati, precog e inerziali; ma, anche, di incapacità - da parte dei protagonisti - di stabilire cosa sia reale e cosa no; cosa vivo e cosa morto. E il racconto del percorso svolto dai protagonisti (e in particolare da Joe Chip) per tentare di individuare chi li abbia fatti regredire dal 1992 al 1939, è anche - e, forse, soprattutto - una feroce critica al sistema capitalistico statunitense, tutto basato sul Dio denaro e sulla capacità di acquisto dei consumatori. E, allora, ecco che chi può permetterselo, riesce anche a rimandare il momento del trapasso, facendosi ricoverare in un moratorium in cui si viene tenuti artificialmente in semivita, ossia in una condizione cerebrale prossima alla morte, ma, anche, alla vita onirica. Invece, coloro che non hanno abbastanza denaro, devono combattere una lotta estenuante non solo per procurarsi i più comuni beni di consumo, ma anche contro gli o

Holmes assente/presente

Immagine
Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle è un romanzo godibilissimo che racconta l’incontro di Sherlock Holmes con il paranormale (o supposto tale) . Infatti, il famoso investigatore viene ingaggiato per proteggere un baronetto da una misteriosa minaccia che viene da lontano: ossia da secoli addietro, quando un avo aveva invocato le forze dei inferi per poter portare a termine un misfatto non degno di una illustre casata. Il mastino infernale che si sarebbe manifestato in quella occasione, pare continuare a perseguitare tutti i discenti di quel primo Baskerville. Ovviamente, un uomo razionale come è Sherlock Holmes non può credere alle leggende, ma lo strano caso attira comunque la sua attenzione, anche perché l’investigatore è convinto di trovarsi di fronte a un criminale senza scrupoli e dall’intelletto fine. Holmes, forse, si sente anche sfidato personalmente, dato che il criminale in questione dice di essere… Sherlock Holmes. Per proteggere il baronetto, però, Holmes deci

Invitati a scegliere

Immagine
Il palcoscenico è vuoto. Entrano gli attori e si collocano sul proscenio. Salutano il pubblico in sala e lo invitano a scegliere tra due copioni da recitare. Fatta la scelta, un attore inizia a raccontare la favola di Hänsel e Gretel mentre gli altri attori, piazzati davanti a dei microfoni, fanno i rumori di scena. Dalla fiaba, pian piano, si passa alle vicende di casa Klingenfeldt, dove regna sovrano un orco. Il padre. Il padre di cui si sta festeggiando il 60esimo compleanno. E, proprio durante la cena celebrativa, il primogenito Christian, al momento del brindisi, invita i commensali a scegliere tra due discorsi. Fatta la scelta, racconta di quando «papà faceva il bagno», rivelando, in tal modo, gli abusi sessuali di cui è stato vittima assieme alla sorella gemella (suicida pochi mesi prima). Gli altri familiari si affrettano a smentire Christian, e nel farlo, vengono messe in luce le debolezze mentali del giovane che, fin da piccolo, ha avuto difficoltà a distinguere tra la fantas

I corpi di A bigger splash

Immagine
A bigger splash di Luca Guadagnino è un film che va visto soprattutto per la straordinaria bravura dei quattro interpreti principali: Tilda Swinton (Marianne); Matthias Schoenaerts (Paul); Ralph Fiennes (Harry) e Dakota Johnson (Penelope). Una recitazione, la loro, volutamente tutta fisica, sottolineata anche dal fatto che il personaggio impersonato dalla Swinton è momentaneamente impossibilitato a parlare, in quanto reduce da un’operazione alle corde vocali. Gli altri personaggi dialogano eccome, ma i loro discorsi non sono importanti: il loro parlare è ininfluente, perché è la dinamica dei loro corpi a essere importante. Lo spettatore è chiamato a osservare cosa capita a quei corpi; come si pongono nello spazio; come reagiscono ai corpi altrui; come si mostrano nudi agli altri e, finanche, come sudano. Sono corpi che dicono tutto, quelli dei quattro protagonisti.  Corpi in cui trattenere le pulsioni o da cui farle esplodere; corpi da cui nascono desideri o repulsioni; corpi con

La Sicilia è la felicità

Immagine
I racconti de Il corpo sa tutto di Banana Yoshimoto hanno più di un elemento in comune. Oltre a essere scritti in prima persona, presentano al lettore quei sentimenti struggenti che nascono dalla quotidianità; le piccole cose che fanno da sfondo agli eventi a volte tragici; la preminenza del corpo anche nella formulazione dei pensieri e la capacità del paesaggio di influire sul benessere psico-fisico. Nei racconti della Yoshimoto, i ricordi dei fatti vissuti si impiantano nel corpo e dal corpo prendono vita nuovi pensieri e decisioni importanti. Bisogna dare ascolto al corpo, sembra dire l’Autrice, perché sa tutto: sa anche ciò che la mente finge di ignorare o rimuove più o meno consapevolmente. Il corpo sa di ospitare in sé una nuova vita; sa che una pratica sadomaso dà piacere indipendentemente da quanto socialmente accettato e accettabile; sa da quale corpo è effettivamente nato e sa che i colori sfavillanti e cangianti della natura sono in grado di ridare quel benessere che la vi