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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2004

Due fratelli per Testori

Omaggio a Testori, recital di poesie di Giovanni Testori. Voce recitante: Marcello Belotti. Musiche eseguite e composte da Giuliano Belotti. Nel corso della sua vita, oltre che autore teatrale, romanziere e critico d'arte, Giovanni Testori fu anche poeta (l'opera è edita da Bompiani). Del suo canzoniere danno una pubblica esecuzione i fratelli Belotti: Marcello ne canta i versi, Giuliano li musica, per giungere a un recital dove la musica segue il ritmo della parola poetica e la voce il ritmo della musica. È un seguire e inseguire l'accentazione della poesia testoriana con scoppi improvvisi di urla e cullanti concessioni alla dolcezza dei sussurrati. I fratelli Belotti presentano al pubblico alcune delle poesie d'amore scritte da Testori; poesie indirizzate a un uomo, un ragazzo da lui più volte definito «bambino» («Conserva del bambino | la divina avvenenza, | dell'adulto la ferma, | dolorosa coscienza»). Un recital il loro che, forse, un po' a sorpresa, si stac…

Dura la vita di due cowboy innamorati

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Gente del Wyoming di E. Annie Proulx, Baldini & Castoldi. E. Annie Proulx in Gente del Wyoming racconta la storia d’amore che unisce per vent’anni due cowboy, Jack ed Ennis.  I due si conoscono durante un lavoro estivo, si amano, si perdono di vista per quattro lunghi anni durante i quali entrambi si sposano e generano dei figli, si ricongiungono per vedersi e amarsi per pochi giorni l’anno (una vacanza dalla loro vita grama e piena di preoccupazioni).  L’amore che infiamma i loro cuori non può vivere libero per una serie di ragioni: la società non accetta che due uomini si amano (men che meno se essi sono due cowboy) ed è pronta a por fine alla “devianza” anche per mezzo dell’uso della violenza; entrambi si sono sposati (con donne che, presumibilmente, non amano e dalle quali non sono amati) e hanno dei figli (e, dunque, lasciare tutto non se ne parla) e, infine, entrambi accettano poco il loro essere omosessuali, tanto che parlano solo raramente della loro unione. Jack è, dei due, …

Mauri inventa "Il Bugiardo" di Goldoni

Il Bugiardo di Carlo Goldoni, commedia in prosa in tre atti fu rappresentata per la prima volta a Mantova il 23 maggio 1750 e deve molto a Le menteur di Pierre Corneille, commedia in versi in cinque atti rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1643.  La storia al centro della vicenda, molto probabilmente, ai tempi di Goldoni aveva una forte componente educativa e lasciava il pubblico mercantile di Venezia con il forte senso di soddisfazione derivante dal fatto che il bugiardo del titolo viene alla fine smascherato. Il pubblico di oggi, erede del romanticismo, invece, può arrivare a prendere le parti del bugiardo cronico, in quanto egli, nel suo agire, è spinto dal desiderio di sposare la donna amata (da cui è riamato) e di godere della vita, consapevole che l’attimo è fuggente.  Infatti, Lelio il bugiardo, invaghisosi prima e innamoratosi poi di Rosaura, mente per poter far colpo su di lei. Lelio, però, con il suo mentire a tutti e su tutto, boigotterà inconsapevolmente il propri…

Closer

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Closer, regia di Mike Nichols. Con Julia Roberts, Jude Law, Natalie Portman, Clive Owen. Columbia Tristar, 2004. Closer di Mike Nichols, da un testo teatrale di Patrick Marber, è un film spietato (… vero e bello). Spietato non solo per la pornolalia e la crudezza dei dialoghi, ma soprattutto perché non lascia spazio alla speranza: i quattro personaggi protagonisti sono closer e non cambiano mai durante i quattro anni nei quali la vicenda si svolge. È difficile tradurre il titolo del film che definisce il carattere dei personaggi: closer è, infatti, termine polisemantico. Qui si dirà che i quattro sono closer in quanto non solo sono chiusi in se stessi (per quanto li si veda sempre accoppiati), egoisti; ma sono anche aridi e inguaribilmente bugiardi.

Personaggi in cerca di verità

«Io sono colei che mi si crede» risponde in finale di rappresentazione la signora Ponza interrogata sulla sua vera identità: ovvero se ella sia la figlia della signora Frola tenuta segregata dal marito geloso, oppure la seconda moglie del signor Ponza che sfugge la presenza della signora Frola. 
Una frase, quella della signora Ponza (che appare al pubblico vestita di nero e con il volto velato) degna di una Sfinge. 
E che la Verità non sarebbe venuta a galla nonostante l'inchiesta che si svolge sul palcoscenico e coinvolge la upper class di una cittadina di provincia lo si poteva intuire da ben due segnali incontrovertibili: il primo, dato dal titolo della pièce che parla davvero chiaro e, il secondo, dall'atteggiamento di Laudisi, il personaggio che nel testo funge da alter ego di Luigi Pirandello.
Il titolo della "parabola in tre atti" è Così è (se vi pare); un titolo che unisce in sé due affermazioni contraddittorie, contrapposte anche graficamente dall'uso dell…