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Visualizzazione dei post da Giugno, 2013

La Universal rende omaggio al Maestro Alfred Hitchcock

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Una foto promozionale di un film di Hitchcock Da oggi e fino al 22 settembre prossimo a Palazzo Reale di Milano è possibile visitare la mostra Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures . Vengono esibite al pubblico una settantina di fotografie scattate sui set di celebri film del Maestro del brivido, da Psyco a La finestra sul cortile ; da La donna che visse due volte a Gli uccelli (di cui quest’anno ricorre il cinquantenario). Una mostra che nelle intenzioni della Universal Pictures (che l’ha curata) intende portare su pannello i “contenuti extra” che è possibile trovare nei DVD. Oltre alle foto di scena, quindi, in mostra è possibile vedere cinque filmati appositamente realizzati dal critico cinematografico Gianni Canova che illustrano il cinema di Hitchcock e ascoltare alcune delle colonne sonore che tanta parte hanno avuto nei film del Maestro inglese. Proprio la sala dedicata alle colonne sonore , a parere di chi scrive

Ginevra meritava una messinscena

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Ieri sera il Teatro Donizetti di Bergamo, nel 250enario della nascita, ha reso onore a Giovanni Simone Mayr (maestro di Donizetti), realizzando, in forma di concerto, la Ginevra di Scozia .    Messa in scena per la prima volta a Trieste nel 1801, l’opera ebbe immediato e duraturo successo, tanto da essere rappresentata per almeno un trentennio. Di gusto e ambientazione romantica (la vicenda si svolge in Scozia durante il Medioevo) essa ci pare musicalmente settecentesca, anche e soprattutto per quanto attiene alla distribuzione delle parti canore. Infatti, la parte dell’eroe protagonista (Ariodante) era, ai tempi, affidata alla voce di un evirato cantore. Alla prima, essa venne assegnata a colui che passava per essere il più grande cantante del suo tempo: il soprano Luigi Marchesi, che tenne il ruolo fino al 1804 (ovvero fino a due anni prima del suo ritiro dalle scene). Nel ruolo di Ginevra, nel 1801, c’era il soprano Teresa Ber

Il viaggio di Marco Sutti nell'Io

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Nella raccolta poetica La rosa della percezione , edita da Lulu , Marco Sutti compie un viaggio in se stesso doloroso e liberatorio al tempo stesso. Un viaggio di conoscenza di sé, durante il quale, progressivamente, abbandona le sovrastrutture, per giungere alla verità, all’essenza. Un viaggio che lo porta a scrivere, nel testo in prosa Pseudo-nuova filosofia che chiude il volume, Sono tornato a me stesso. Io non sono un ingegnere. Ho solo studiato ingegneria. Dirò di più. Io non sono nemmeno Marco Sutti. Io mi chiamo Marco Sutti. Via tutte le costruzioni, via tutte le etichette dell’umanità a me pregressa. Via tutto! Io sono io .    Si è detto che il percorso di Sutti è doloroso: le poesie svelano che il Poeta conosce la depressione («il male oscuro») che è presenza concreta anche quando è assenza («anche quando il dolore scompare, | non scompare il ricordo del dolore.») Ma è anche un percorso di liberazione. Se non dall