La tragedia dei vigliacchi



Tradimenti di Harold Pinter è una tragedia e lo è senza che succeda nulla di convenzionalmente tragico. 
Lo è proprio perché non succede nulla. 
E non succede nulla perché i suoi protagonisti sono dei vigliacchi che non sanno prendere in mano le loro vite.

Sulla scena di Tradimenti ci sono tre protagonisti: due uomini di 40 anni e una donna di 38. 

La donna è la moglie di uno dei due e l’amante dell’altro. 

I due uomini sono talmente amici che uno dei due ha fatto da testimone di nozze dell’altro.


L’azione scenica procede a ritroso: la prima scena si svolge nel 1977; l'ultima nel 1968.

Lo spettatore, in tal modo, viene a conoscenza della tragedia vissuta quotidianamente dai protagonisti che sanno tutto, ma, per quieto vivere, fingono di non sapere.

Essi evitano di prendere in mano le proprie vite, perché “tengono famiglia”.

E ciò che evitano non è tanto il chiarirsi tra loro mettendo in piazza le corna che portano o che si sono fatti.

Ciò che evitano è di dirsi chiaramente la verità che li riguarda.

Una verità che sfugge a uno di loro in un momento di particolare tensione. Una tensione tutta british, sia chiaro!

Robert, infatti, dopo aver realizzato che sua moglie lo tradisce con Jerry, dice: «Mi è sempre piaciuto Jerry. A dir la verità, l’ho sempre preferito a te. Forse avrei dovuto avere io una relazione con lui.».

Ecco, questa consapevolezza del personaggio fa la tragedia: la tragedia di un vigliacco che non ha il coraggio di guardare in faccia la verità che lo riguarda e di agire di conseguenza.

Ma, si ripete, non è l’unico personaggio a essere un vigliacco!


Tradimenti è un testo clamoroso, perché è vero fino al midollo.


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