Droga, sesso e genitori
Speed di Roberto Simonte, per la regia di Paolo Panizza e l’interpretazione di Maziar Firouzi è davvero un bello spettacolo in grado di coinvolgere gli spettatori e tenerli incollati alla poltrona dall’inizio alla fine.
Liberamente ispirato a In exitu di Giovanni Testori, Speed ne è quasi un antefatto: il protagonista non è ancora arrivato allo scalone della Stazione Centrale di Milano, ma sta ancora spacciando, prostituendosi e drogandosi in un lercio parchetto di periferia.
Gli episodi che racconta al pubblico ricordano, ma non ricalcano, quelli che il protagonista del romanzo di Testori racconta durante il suo ultimo viaggio.
Permangono nel testo teatrale il tema dell’attaccamento viscerale ai propri genitori, non scevro da accuse, anche assai gravi, rivolte loro ; e il racconto della discesa agli inferi.
Ma, come già nel romanzo, lo spettatore non è portato ad avere una facile e superficiale reazione di sdegno o disprezzo nei confronti del protagonista, bensì una ben più profonda reazione empatica e solidale.
Risultato il cui merito va diviso tra il testo, la regia e, soprattutto, la performance attoriale.
La regia ha puntato sul coinvolgimento del pubblico (parte del quale invitato a sedersi direttamente sul palcoscenico), chiamato a partecipare alla storia, sia scegliendo tra varie opzioni narrative e sia affiancando il performer; e ha “alleggerito” i momenti più scabrosi con metafore visive davvero efficaci (come nella sequenza della fellatio al bidello, allusa grazie all'utilizzo di un ananas tenuto tra le mani da uno spettatore).
L’interpretazione dell’attore, poi, ha fatto sì che il testo prendesse corpo grazie anche a una fisicità motoria che ha sì “mimato” la frenesia di molti drogati, ma ha anche dato concretezza alla tenerezza verso la madre e alla sensualità perturbante verso il corpo del padre e del maschio in generale.
E, al metaforico calar del sipario, il pubblico ha tributato all’interprete un caldo, insistito e meritato applauso.
Uno spettacolo, in ultima analisi, di cui si consiglia vivamente la visione e che conferma il ruolo del Teatro come mezzo di espressione ancora capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore, pur facendolo riflettere.







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