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Droga, sesso e genitori

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Speed di Roberto Simonte , per la regia di Paolo Panizza e l’interpretazione di Maziar Firouzi è davvero un bello spettacolo in grado di coinvolgere gli spettatori e tenerli incollati alla poltrona dall’inizio alla fine. Liberamente ispirato a In exitu di Giovanni Testori , Speed ne è quasi un antefatto: il protagonista non è ancora arrivato allo scalone della Stazione Centrale di Milano, ma sta ancora spacciando, prostituendosi e drogandosi in un lercio parchetto di periferia. Gli episodi che racconta al pubblico ricordano, ma non ricalcano, quelli che il protagonista del romanzo di Testori racconta durante il suo ultimo viaggio. Permangono nel testo teatrale il tema dell’attaccamento viscerale ai propri genitori, non scevro da accuse, anche assai gravi, rivolte loro; e il racconto della discesa agli inferi. Ma, come già nel romanzo, lo spettatore non è portato ad avere una facile e superficiale reazione di sdegno o disprezzo nei confronti del protagonista, bensì una ben più prof...

Traviata esempio di fedeltà

Ieri pomeriggio, al Teatro Donizetti di Bergamo, è stato il trionfo di Traviata di Giuseppe Verdi .  Nel ruolo del titolo la strepitosa Irina Dubrovskaya della quale si dirà semplicemente che era Violetta.  Nei panni di Alfredo il bravo Antonio Gandia , in quelli di Giorgio l’altrettanto bravo Giuseppe Altomare . All’altezza tutto il resto del cast (la replica vedeva in scena la seconda compagnia).  Tutti i cantanti (a partire dai ruoli principali, per finire con i coristi) hanno saputo unire il canto con la recitazione, creando uno spettacolo davvero emozionante. Maestro concertatore e direttore d’orchestra era Bruno Cinquegrani ; regista Paolo Panizza , scenografo Italo Grassi e costumista Carmela Lacerenza .  Per tutti costoro un plauso speciale.  Impeccabile l’esecuzione orchestrale, bellissimi i costumi (specie quelli indossati dalla protagonista), funzionali, oltre che belle, le scene. L’ambientazione voluta dal regista era leggermente spostata in...

Bello è affrontar la morte gridando libertà

I puritani di Vincenzo Bellini non è un capolavoro.  Opera non semplice vocalmente, non ha arie memorabili a esclusione del duetto che impegna i personaggi di Riccardo e Giorgio nel Secondo Atto: il celebre "Suoni la tromba".  Oggi, durante l'esibizione diretta dal Maestro Marcello Rota eseguita al Teatro Donizetti di Bergamo il duetto è stato interpretato magnificamente dai baritoni Roberto Accurso (Riccardo) ed Enrico Giuseppe Iori (Giorgio).  La loro è stata un'esibizione convincente e potente e il celebre verso "Bello è affrontar la morte / gridando libertà" è risuonato limpido e spavaldo in platea.  Il pubblico ha dato segni di apprezzare l'esecuzione tributando applausi calorosi all'indirizzo dei due cantanti. Non tutto il cast è stato all'altezza dei due baritoni.  L'esibizione del tenore Giorgio Casciarri (Arturo) ha scontentato più di uno spettatore specie nel Primo Atto.  Al suo indirizzo è partito dal loggione un "A ...