Alla ricerca dell'uomo moderno
Con Un cuore greco, edito da Neri Pozza, Marina Valensise compie un viaggio in quella parte di letteratura del Novecento che si è rifatta ai classici con lo scopo di rifondare la società moderna.
Gli autori su cui Valensise ragiona sono quasi tutti dei drammaturghi e, nella sua analisi, la saggista privilegia il loro punto di vista, mettendo, più di una volta, in secondo piano quello dei registi e degli interpreti.
Una scelta precisa e un po’ inconsueta, dato che il Novecento è, senza alcun dubbio, il secolo in cui la regia teatrale si afferma e prende il dominio delle scene, anche a scapito della centralità del testo (di cui, specie negli Anni Settanta, si è anche fatto a meno).
Ma, evidentemente, lo scopo principale di Valensise era comprendere come gli autori novecenteschi abbiano “usato” il materiale letterario prodotto dai greci e dai romani per i loro fini.
Un materiale che, nel corso dei secoli, si è stratificato ed è diventato una sorta di immaginario collettivo, nel quale gli autori novecenteschi hanno intinto la penna con lo scopo non tanto di attualizzarlo, ma di farlo diventare un’isola da cui partire per il loro personalissimo viaggio nel mondo a loro contemporaneo.
Un viaggio che, in più di un’occasione, ha incontrato la nevrosi, la follia, la guerra, il totalitarismo, ma anche l’anelito alla libertà e il desiderio di provare a percorrere strade nuove per svecchiare la società.
La letteratura, dunque, come motore di cambiamento sociale e non solo di descrizione dell’esistente.
Un viaggio nella natura umana e nella società che, preferibilmente, si compie sulle tavole dei palcoscenici europei e le cui guide si chiamano von Hofmannsthal; Cocteau; Alvaro; Camus; Müller o Kane, ma, inevitabilmente, anche Picasso (nel suo ruolo di scenografo per i Balletti russi); Stravinskij (compositore per Djagilev); o Pavlova (nel doppio ruolo di regista e attrice).
Un saggio, quello di Valensise, scritto con competenza e passione e che ha anche il pregio di invogliare il lettore a riprendere in mano non solo i testi classici, ma anche quelli degli autori novecenteschi che hanno dato vita a moderni e umanissimi Edipo, Fedra, Medea, Antigone, Ippolito, Filottete e Pasifae.







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