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Visualizzazione dei post con l'etichetta saggistica

Alla ricerca dell'uomo moderno

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Con Un cuore greco , edito da Neri Pozza, Marina Valensise compie un viaggio in quella parte di letteratura del Novecento che si è rifatta ai classici con lo scopo di rifondare la società moderna. Gli autori su cui Valensise ragiona sono quasi tutti dei drammaturghi e, nella sua analisi, la saggista privilegia il loro punto di vista, mettendo, più di una volta, in secondo piano quello dei registi e degli interpreti. Una scelta precisa e un po’ inconsueta, dato che il Novecento è, senza alcun dubbio, il secolo in cui la regia teatrale si afferma e prende il dominio delle scene, anche a scapito della centralità del testo (di cui, specie negli Anni Settanta, si è anche fatto a meno). Ma, evidentemente, lo scopo principale di Valensise era comprendere come gli autori novecenteschi abbiano “usato” il materiale letterario prodotto dai greci e dai romani per i loro fini. Un materiale che, nel corso dei secoli, si è stratificato ed è diventato una sorta di immaginario collettivo, nel quale gli...

Un capolavoro oltre il genere

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Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf è un capolavoro assoluto. Lo è per quello che dice e per come lo dice. Lo è indipendentemente dal fatto che lo si incaselli tra i saggi o tra i romanzi. Sì, perché, Una stanza tutta per sé è sia un saggio, sia un romanzo. Letto come romanzo è il racconto di come l’io narrante, chiamata a tenere una conferenza a un pubblico femminile sul tema “le donne e il romanzo”, abbia condotto le sue ricerche e sia giunta a determinate conclusioni. Letto come saggio è - né più, né meno - che una Storia delle donne. Donne comuni; donne altolocate; donne letterate. Un libro, dunque, che potendo essere letto sia come saggio, sia come romanzo, va al di là del genere letterario . Ma Virginia Woolf non si “limita” ad andare oltre il genere solo per quanto riguarda la forma del suo testo: essa va oltre il genere anche nelle sue conclusioni che, lo si dice subito, potrebbero non piacere a molti lettori, appartenenti a entrambi i generi. [Spoiler alert] Infatt...

"Non ho cambiato mestiere, ho cambiato arte"

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Un Novecento scomodo di Doriana Legge edito da Bulzoni è un saggio che dovrebbe essere letto non solo da coloro che si occupano della Storia del Teatro , ma anche da coloro che sono interessati alla Storia delle Donne . Infatti nel saggio vengono tratteggiate le figure di tre artiste che, oltre ad essere state grandi nelle loro rispettive professioni, sono anche state donne che hanno dovuto combattere contro l’ostilità di certo mondo maschile che, dalla loro intraprendenza, si è visto minacciato. Le tre artiste sono Emma Gramatica; Anna Fougez e Tatiana Pavlova (a cui è dedicata la parte maggiore del volume). A Emma Gramatica si deve la citazione usata come titolo di questo scritto. Fu una donna che non si conformò allo stereotipo che voleva la femmina angelo del focolare: moglie e madre esemplare. Ella, per usare le parole della Saggista, «si costruisce come figura colta e intelligente, capocomica inflessibile e spietata con i concorrenti, donna d’affari, e nubile.», tutte caratte...

La Christie non era Miss Marple!

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Dal 3 al 14 dicembre 1926 Agatha Christie scomparve nel nulla.  Furono impiegati migliaia di uomini per ritrovarla e si arrivò a sospettare che fosse stata uccisa dal reticente marito Archibald Christie , con il quale, solo quattro anni prima, aveva fatto il giro del mondo per promuovere l’Esposizione Universale di Londra. Quando la giallista - che a maggio aveva pubblicato L’assassinio di Roger Ackroyd , considerato uno dei suoi capolavori - venne ritrovata in un albergo di Harrogate, spiegò di essere stata vittima di un’amnesia dovuta a un incidente d’auto. Non tutti credettero all’amnesia e ci fu chi la accusò di aver abilmente orchestrato la sparizione a fini pubblicitari. La verità - come spiega Giovanni Landi nel suo Agatha Christie , saggio assai ben scritto, edito dal Corriere della Sera - era un’altra: la giallista si stava vendicando. Un episodio che bene dà l’idea del carattere forte della Christie. Una donna - per molti versi - in anticipo sui tempi. Dopo il primo ma...

“L’essercitio mio è di pittore” | Processo a Caravaggio

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Nella collana “I grandi processi della Storia” del Corriere della Sera è apparso, un po’ a sorpresa, un volume a firma di Andrea Dusio dal titolo Caravaggio. Rivalità artistiche e diffamazione . Lungi dall’essere un procedimento giudiziario epocale, quello raccontato da Dusio nel suo saggio fu un processo per diffamazione intentato nel 1603 dal pittore Giovanni Baglione contro il Caravaggio , Onorio Longhi , Orazio Gentileschi e il giovanissimo Filippo Trisegni . In ballo c’era l’onore del Baglione che, in alcuni versi da lui attribuiti al Caravaggio, al Longhi e al Gentileschi, veniva accusato di non essere un bravo pittore e di avere un rapporto poco chiaro con il pittore Tommaso Salini , detto Mao. La rivalità tra il Baglione e i pittori da lui accusati di diffamazione datava da qualche tempo prima e nasceva da questioni squisitamente artistiche-commerciali, riferite con puntualità da Dusio nel volume. Le carte del procedimento resterebbero d’interesse di pochi specialisti se in ...

Un metodo per rifondare il Teatro

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Daniele Ceccarini nel saggio Il misticismo esoterico nel teatro di Stanislavskij e Tatiana Pavlova edito da Agorà & Co. ricostruisce il percorso che alcuni grandi nomi dello spettacolo intrapresero per rifondare/rinnovare il Teatro. L’attenzione del saggista si concentra, in particolare, sull’azione svolta da Stanislavskij , Nemirovič-Dančenko e Tatiana Pavlova . Ripercorrendo il loro lavoro e la loro teorizzazione (ossia, il loro metodo), Ceccarini sottolinea come essi pensassero al Teatro come a una sorta di Luogo Mistico e mirassero - nei loro spettacoli - a un’azione catartica sul pubblico, simile a quella svolta nell’antico Teatro Greco. Un obiettivo del genere, però, lo si sarebbe potuto raggiungere solo concependo in modo del tutto nuovo il modo di produrre spettacoli: ossia, affidandone la responsabilità creativa alla nuova figura del regista e, per quanto riguarda in modo particolare l’Italia, puntando a un tipo di attore nuovo e lontano dal gigionismo solipsistico del ...

I Borgia di Dumas

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Alexandre Dumas ha raccontato la parabola dei Borgia in un libro scritto superbamente e interamente venato di ironia. I Borgia di Dumas, oggi, è un libro di difficile classificazione a metà com’è tra il saggio e il romanzo storico, ma resta una lettura avvincente e, complessivamente, assai documentata, dato che l’autore ha tenuto ben presenti i lavori degli storici e cronisti coevi ai fatti, tra cui cita il Burcardo, il Guicciardini e, ovviamente, Machiavelli. Dumas, nel suo racconto, si concentra in massima parte su Alessandro VI, su Lucrezia e, soprattutto, su Cesare, di cui segue le gesta fino alla morte, avvenuta su “un campo di battaglia sconosciuto, vicino a un villaggio a lui ignoto”, lanciando “una bestemmia contro il cielo”. Dei tre “personaggi” racconta, senza censure, anche gli amori incestuosi e, per quel che riguarda Cesare, pure le passioni omosessuali. Va sottolineato come Cesare Borgia sia, di quella che Dumas chiama la diabolica trinità, il personag...

La vita peccaminosa di Caravaggio

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Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni. Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio). Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nell...

ilMorandini 2017

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Ciò che caratterizza un dizionario dei film e delle serie TV come ilMorandini  edito da Zanichelli sono i giudizi critici che gli autori (Laura, Luisa, Morando Morandini e i loro collaboratori) danno di ogni opera catalogata. Infatti, nonostante la caratteristica sinteticità delle voci del dizionario, in ogni scheda è possibile leggere il giudizio critico sull’opera sia sotto forma di stellette, sia in modo esteso.

Un saggio su "Accattone" di Pasolini

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Franco Citti in una scena di Accattone Accattone è stato il primo film firmato come regista da Pier Paolo Pasolini . Ad esso Stefania Parigi ha dedicato un saggio ( Pier Paolo Pasolini. Accattone ) edito da Lindau. La saggista avverte che  Accattone non ci appare oggi come un fossile riesumato dal passato perché l’inattualità è il suo tratto ontologico già all’inizio degli anni ‘60. E questo perché, il film, lungi dall’essere un documentario sulle borgate romane, era un “ricordo” poetico delle stesse così come si erano presentate al regista una decina di anni prima. Negli anni Sessanta, infatti, anche nelle borgate romane soffiava un debole vento di rinnovamento e iniziavano a farsi sentire le nevrosi da boom economico. Pasolini, con il suo primo lungometraggio, tornava (dopo averla descritta nei romanzi) alla borgata come a un possibile preannuncio di spazi geografici “altri”: quelli del Terzo Mondo effettivamente percorsi filmicamente dal regista qualche anno do...

Da dove veniamo?

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Da dove veniamo? di Roberto Giacobbo edito da RaiEri Mondadori è un saggio di piacevole lettura.  In esso l’Autore traccia un riassunto di una quindicina d’anni di viaggi intorno al mondo nei quali ha avuto modo di testimoniare fatti archeologici difficilmente inquadrabili dalla storiografia ufficiale. Sono scoperte che possono essere unite con un filo rosso e che raccontano una diversa versione dei fatti, dando vita a una storiografia parallela che è difficile ignorare o scartare con un’alzata di spalle. Una storiografia che inizia a far data approssimativamente dal 10500 a.C. e parla di una civiltà umana progredita tecnologicamente che visse, si sviluppò e scomparve molto prima dell’apparizione della nostra (in alcuni casi sua erede). Una civiltà che ha lasciato testimonianza di sé in architetture ciclopiche costruite con insospettata perizia; in sculture e geoglifi enigmatici, affascinanti e misteriosi; in resti fossili davvero sorprendenti che - se confermati - tes...

Camorra export

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La Gomorra di Barcellona di Joan Queralt pubblicato in Italia dagli Editori Internazionali Riuniti è un saggio sulla presenza della criminalità organizzata italiana (nello specifico la  Camorra ) a Barcellona. Un testo lucido, documentato, che rivela come l’Autore abbia una precisa conoscenza non solo della realtà spagnola, ma anche di quella italiana. Conoscenza delle vicende italiane necessaria, non solo perché la Camorra (così come la si conosce) è “made in Napoli”, ma perché il filo doppio che lega i camorristi operanti a Barcellona con quelli rimasti in Italia non si è mai spezzato e quanto avviene sulle sponde italiane del Mediterraneo ha effetti su quelle spagnole e viceversa. Un legame, quello tra Spagna e Italia che ha origini antiche, se è vero che la Camorra (quella storica) nasce in Spagna e viene esportata a Napoli durante il periodo in cui gli spagnoli regnarono nel Sud Italia.

Giacobbo il catechista

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Conosciamo davvero Gesù? di Roberto Giacobbo edito da Mondadori RaiEri è un saggio dalla scrittura scorrevole e di piacevole lettura, nel quale il Saggista, noto al pubblico televisivo per essere l’autore e il conduttore di Voyager , sembra tenere, sull’oggetto del suo studio, una posizione “sobria”.  Egli, per scrivere la biografia dell’uomo Gesù , si affida a quanto scritto da autorevoli studiosi e alcuni di essi intervista personalmente, piacevolmente variando, in tal modo, il ritmo del suo saggio. Giacobbo, in altre parole, nel raccontare la figura di Gesù, sembra volersi mantenere sul piano della ricostruzione storica, quella che si affida a fonti autorevoli e a ritrovamenti archeologici. Ma, al lettore accorto, non sfugge come Giacobbo tenda a convalidare quanto scritto nei quattro Vangeli canonici, anche quando questi si fanno paradossali, affermando che proprio la paradossalità di quanto scritto è prova dell’autenticità della fonte.  Tende, inoltre, a con...

Un Voltaire di stringente attualità

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Il Trattato sulla tolleranza scritto da Voltaire nella seconda metà del Settecento (nel 1763 per la precisione) è - ahinoi - ancora (o di nuovo) di stringente attualità. Oggigiorno, parlare e invocare la tolleranza religiosa sembra non solo attuale, ma addirittura “rivoluzionario”. Infatti, sono troppe le confessioni religiose che si combattono l’un l’altra o che condannano e perseguitano coloro che non seguono i dettami da loro imposti. Sul soglio pontificio, ad esempio, siede un papa che ha fatto della lotta al relativismo culturale una bandiera, a scapito, ovviamente, della tolleranza che è parente stretta del relativismo.  Per non parlare di alcuni capi religiosi islamici che pare vedano nella distruzione delle altre confessioni religiose il loro obiettivo primario... Tollerare, diceva Voltaire, invece, dovrebbe essere proprio di un religioso (che dovrebbe vedere nell’altro un fratello) e non solo del cittadino che segue la Ragione 1  e ...