La Christie non era Miss Marple!



Dal 3 al 14 dicembre 1926 Agatha Christie scomparve nel nulla. 

Furono impiegati migliaia di uomini per ritrovarla e si arrivò a sospettare che fosse stata uccisa dal reticente marito Archibald Christie, con il quale, solo quattro anni prima, aveva fatto il giro del mondo per promuovere l’Esposizione Universale di Londra.

Quando la giallista - che a maggio aveva pubblicato L’assassinio di Roger Ackroyd, considerato uno dei suoi capolavori - venne ritrovata in un albergo di Harrogate, spiegò di essere stata vittima di un’amnesia dovuta a un incidente d’auto.

Non tutti credettero all’amnesia e ci fu chi la accusò di aver abilmente orchestrato la sparizione a fini pubblicitari.

La verità - come spiega Giovanni Landi nel suo Agatha Christie, saggio assai ben scritto, edito dal Corriere della Sera - era un’altra: la giallista si stava vendicando.


Un episodio che bene dà l’idea del carattere forte della Christie.

Una donna - per molti versi - in anticipo sui tempi.

Dopo il primo marito, che la lasciò per un’altra donna, la Christie, ad esempio, sfidò le convenzioni sociali sposando un uomo più giovane di lei di ben 14 anni.

Ma, ancora prima (ed era il 1928), non aveva avuto alcuna remora a viaggiare sola sull'Orient Express per andare a visitare gli scavi archeologici di Ur.


Sposato il secondo marito, l’archeologo Max Mallowan, la Christie visse, per una decina d’anni, tra l’Inghilterra e la Mesopotamia, aiutando il giovane consorte nell’attività di scavo.


Nel frattempo si dedicava con impegno e straordinario successo alla scrittura, sfornando libri che sono entrati nell’Olimpo del genere giallo.

Non contenta o, meglio, non del tutto soddisfatta di essere la creatrice di ben due investigatori di fama mondiale (Poirot e Miss Marple), la Christie, a far data dal 1930, pubblicò anche alcuni romanzi romantici-drammatici firmandoli con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

Ci vollero ben 16 anni prima di scoprire che dietro la Westmacott si celava la Christie…


Una vita, dunque, quella della Christie, ben lontana dal cliché della tranquilla e un po’ pettegola vecchina inglese di campagna, intenta, tra un tè e l’altro, a scrivere libri pieni di misteriosi omicidi.

La Christie non era Miss Marple!


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