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La Sindone al Salone del Libro di Torino

La presenza di saggi dedicati alla Sindone al Salone del Libro nell'anno dell'Ostensione.

Memoria e India

Tema del Salone del Libro di Torino 2010 era "La Memoria Svelata" e il Paese ospite l'India. 

L'aquila e il dragone

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Fino al 5 settembre 2010 sarà visibile a Palazzo Reale di Milano la mostra I due Imperi che, per la prima volta, espone affiancati capolavori dell’arte e oggetti d’uso quotidiano dell’Impero Romano e di quello Cinese della dinastia Qin e Han. Va subito detto che si tratta di una mostra assai ben realizzata e capace di emozionare lo spettatore. La grandezza dei due Imperi, oltre che nelle conquiste militari, si è manifestata anche nella raffinatezza dei suoi manufatti. Una raffinatezza non solo artistica, ma anche ingegneristica. Ecco, allora, che si resta stupiti, ad esempio, di fronte a delle pompe idrauliche romane o ai modelli architettonici cinesi.

Un gioco in cui non vince nessuno

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Sleuth - L’inganno di Anthony Shaffer racconta di un doppio gioco al massacro in cui, alla fine, non vince nessuno.  Un gioco iniziato con il desiderio di vendetta che lo scrittore Andrew Wyke nutre nei confronti di Milo Tindle che gli ha soffiato la moglie. Andrew, infatti, appassionato di giochi, architetta una complicata messinscena con l’unico scopo di umiliare il rivale, facendogli credere di essere a un passo dalla morte. Finita la vendetta, però, Andrew da carnefice diventa vittima: infatti, questa volta è Milo a volersi vendicare di Andrew e umiliarlo convincendolo di star per essere arrestato con la (falsa) accusa di omicidio. Ma, alla fine, qualcosa va storto, perché entrambi i giocatori non hanno saputo prevedere le mosse dell’avversario.  Il risultato è tragico e il saldo è negativo per entrambi i protagonisti: nessuno di loro risulterà vincitore, come nessuno davvero perdente. A interpretare i due contendenti nella messinscena firmata da Glauco ...

Un matrimonio poco appetibile

Matrimoni e altri disastri di Nina di Majo è un film appena appena carino. La sceneggiatura di Francesco Bruni, Nina di Majo e Antonio Leotti è un po’ scialbetta e gli aspetti della storia che potevano essere più interessanti, come quello veicolato dalla famiglia allargata della protagonista, sono stati lasciati cadere, in quanto usati solo strumentalmente e trasversalmente. Peccato, perché il film poteva iniziare proprio dalla scoperta da parte della protagonista di essere vissuta in una famiglia lontanissima dai canoni cattolici integralisti tipici di una certa classe sociale. Ovvero, la storia inizia a farsi interessante quanto il film finisce! Un peccato. Un’opportunità persa. Il film, sostanzialmente, regge per la bravura d’attrice di Margherita Buy, affiancata assai lodevolmente da Fabio Volo . Luciana Littizzetto regala alla pellicola il personaggio di una bruttina stagionata con la disperata voglia di un uomo. Qualche sorriso ogni tanto.

Angeli della Morte

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Angels in America. Si avvicina il millennio di Tony Kushner per la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani è uno spettacolo “pieno” sia visivamente, sia drammaturgicamente parlando.  Il merito, oltre che dell’autore del testo, va dato sia ai registi, sia agli attori impegnati in scena. Uno spettacolo in cui la scenografia è fatta con pochi e simbolici oggetti, arricchiti da videoproiezioni di immagini sia realistiche, sia astratte, così come possono essere realistiche od oniriche le scene che in quel momento vengono recitate. Lo spettacolo mostra un’America anni Ottanta in cui l’AIDS sta mietendo le sue vittime.  Al centro delle vicende narrate,  la comunità omosessuale, composta sia da gay dichiarati, sia da “velate” e sia da chi ha avuto solo la forza di dire a se stesso di provare attrazione per individui del proprio stesso sesso, ma non ha mai avuto il coraggio di praticare sesso omosessuale. Un’America reganiana in cui il Potere è il nuovo ...

McGregor perfetto ghost writer

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The Ghost Writer (in Italia distribuito con l’infelice titolo di L’uomo nell’ombra ) è un film (tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris ) che non ha mai un calo narrativo.  È la storia di uno scrittore che – assoldato da una casa editrice per riscrivere l’autobiografia di un ex Primo Ministro britannico – si trova immischiato in una vicenda più grande di lui che mette in serio pericolo la sua vita. Roman Polanski ha ambientato la storia in un set claustrofobico (una casa/ufficio/bunker asettica e ubicata su un’isola) che si affaccia sul mondo esterno solo attraverso le immagini dei telegiornali.  Ciò aumenta la concentrazione sui personaggi principali: l’ex Primo Ministro, sua moglie, la sua assistente/amante e il suo scrittore ombra.  Quattro persone che si scambiano i ruoli di burattini e di burattinai senza mai avere il pieno controllo della situazione.  Neppure la decisione di indagare sulla ragione che ha portato alla morte del suo predecessor...