Hermann Hesse Sono tanti gli scrittori che, anche in passato, si sono fatti fotografare completamente nudi . Ciò potrebbe sorprendere, specie se si pensa che molti degli scrittori di cui si parla erano assai famosi quando decisero di mettersi in posa senza veli. Ovvero, le loro fotografie nature non erano mosse pubblicitarie atte a renderli celebri (magari con uno scandaletto montato ad arte), ma erano scatti a persone celebri che accettavano (o chiedevano) di essere immortalate nude. Gabriele D'Annunzio Non è, ovviamente, possibile indagare le motivazioni che portarono ognuno di tali scrittori a scegliere di posare nudo. Vale la pena, però, riflettere che, probabilmente, nessun altro artista come uno scrittore (e con il termine si intende indicare anche il poeta) è abituato a mostrare se stesso al proprio pubblico di lettori . Abituato, se grande scrittore, a mettere a nudo la propria anima . Abituato, se sincero, a dare corpo alle emozioni . ...
Sta scritto che una giovane donna incontri un bel tenebroso e ci vada a letto la sera stessa. Sta scritto che, al mattino, il bel tenebroso chieda il conto alla donna per la nottata di passione. Sta scritto che la giovane donna rifiuti il denaro dell’uomo. Sta scritto che il bel tenebroso scateni l’Inferno perché non sta scritto da nessuna parte che qualcuno possa rifiutare dei soldi in questa nostra società fondata sul (e dal) Dio-Denaro… Così leggono nel copione gli attori riuniti dal regista per la prima lettura . Lettura che inizia un po’ svogliata, ma che si fa via via più immersiva , fino a quando gli attori diventano i personaggi e non hanno più bisogno, per sapere la loro parte, di leggerla nel copione. Perché, in fondo, quello che la storia narra, sta scritto da sempre: è l’eterna lotta tra il Bene e il Male; tra il Diavolo e l’Angelo-Guida… Come trattenere il respiro di Zinnie Harris per la regia di Marco Plini è davvero un gran bello spettacolo, in grado ...
Ci sono testi nati per essere letti e testi nati per essere incarnati. Cemento di Thomas Bernhard è un romanzo e l’operazione condotta da Roberto Trifirò di tradurlo in testo scenico non ha dato esiti felici. Prova ne sia che, al metaforico calar del sipario, il pubblico presente al Teatro Out Off per la replica domenicale non ha subito compreso che lo spettacolo era terminato e si è prodotto in un timido applauso di cortesia. Sarà che un romanzo sulla difficoltà di affrontare la pagina bianca può essere un’ottima lettura serale per conciliare il sonno; ma a teatro proprio non funziona e dormire in platea non è l’obiettivo che uno spettatore comune si prefigge di raggiungere quando esce di casa. Anche se è domenica pomeriggio. E a tener desta l’attenzione non ha giovato praticamente nulla: non la scenografia di Gianni Carluccio : 6 tavolini uguali a far da leggio all’attore. Un tentativo di dare un po’ di dinamismo all’azione che si è, fatalmente, tradotto nel suo oppost...
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