Hermann Hesse Sono tanti gli scrittori che, anche in passato, si sono fatti fotografare completamente nudi . Ciò potrebbe sorprendere, specie se si pensa che molti degli scrittori di cui si parla erano assai famosi quando decisero di mettersi in posa senza veli. Ovvero, le loro fotografie nature non erano mosse pubblicitarie atte a renderli celebri (magari con uno scandaletto montato ad arte), ma erano scatti a persone celebri che accettavano (o chiedevano) di essere immortalate nude. Gabriele D'Annunzio Non è, ovviamente, possibile indagare le motivazioni che portarono ognuno di tali scrittori a scegliere di posare nudo. Vale la pena, però, riflettere che, probabilmente, nessun altro artista come uno scrittore (e con il termine si intende indicare anche il poeta) è abituato a mostrare se stesso al proprio pubblico di lettori . Abituato, se grande scrittore, a mettere a nudo la propria anima . Abituato, se sincero, a dare corpo alle emozioni . ...
La voce del padrone di Stanisław Lem è un romanzo con una cornice fantascientifica e uno svolgimento politico-filosofico. Lem, infatti, immaginando come verrebbe accolto un messaggio proveniente da una civiltà galattica molto più progredita della nostra, mette in evidenza tutti i limiti e le magagne della nostra cultura e, soprattutto, della politica. Il romanzo finge di essere un’autobiografia scritta dal matematico Hogarth che, anni prima, ha fatto parte del board del Progetto denominato la Voce del padrone con il quale un gruppo consistente di scienziati di varie discipline ha tentato di decifrare una lettera proveniente da una progreditissima civiltà galattica. Il segnale alieno è stato captato per puro caso e, ancora più casualmente, si è scoperto che esso conteneva in sé un messaggio. L’io narrante dichiara fin dall’inizio che i tentativi di decifrazione sono miseramente falliti e il suo racconto altro non è che la spiegazione del perché si è deciso di rinunciare all’impresa di...
I dodici racconti che compongono la raccolta The history of sound di Ben Shattuck editi in Italia da Neri Pozza vanno letti uno di seguito all’altro e non in ordine sparso. Questo perché, spesso, tra un racconto e l’altro, emerge un dettaglio che fa sì che due storie risuonino tra loro, come se un riverbero si trasmettesse da una all’altra. E non succede solo a due racconti consecutivi, ma anche a quello che apre la silloge e a quello che la chiude: il primo, infatti, “si genera” dall’ultimo. Collegamenti che fanno sì che nel lettore si alimenti il gusto per il riconoscimento e la sensazione di essere in un posto familiare. Eppure tra i racconti “collegati” possono essere passati anche un paio di secoli. Ovvero, uno si svolge in un’epoca e quello collegato in un’altra epoca. E ciò succede anche perché alla base dei racconti di Shattuck c’è la convinzione che il passato possa riemergere. O nella vita stessa del personaggio che lo ha vissuto, o in quella di altre persone, molto tempo ...
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