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Il fantasy incontra l'eros nel romanzo di Luca Rossi

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Nel romanzo I rami del tempo di Luca Rossi due popoli si fronteggiano a colpi di magia e stregoneria. Entrambi sono prigionieri su due isole fredde e inospitali. Entrambi sono votati alla guerra a distanza. A inizio di romanzo il lettore assiste alla distruzione totale di uno dei due popoli a opera dell’altro. Scampano allo sterminio solo tre sopravvissuti: una coppia di sposi e una sacerdotessa. A loro spetta il compito di non cedere… Il romanzo è la loro storia, ma anche quella di alcuni alti dignitari del popolo avversario: il re con le sue innumerevoli mogli; il consigliere del re e tre maghi chiamati di volta in volta dal re a liberarli dalla forzata permanenza sull’isola. Un romanzo, quello di Rossi, assai godibile grazie anche alla scrittura fluida e al susseguirsi di brevi capitoli che movimentano il racconto spostando la scena e l’attenzione del lettore da un luogo all’altro, da un millennio all’altro. Salti temporali e spaziali che permettono ai protagonisti de...

Condannato a vivere

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Valerio Mello torna in libreria con un nuovo libro di poesie: Giardini pensili , edito da La Vita felice. Si tratta di un libro difficile, nel quale Mello fa uso di versi densi e misteriosi con i quali si ha l’impressione voglia nascondere, più che svelare, la verità del suo Io. Versi che, a volte, sembrano volersi condensare, solidificare, in un grumo di sofferenza. Sì, perché quelle di Mello sembrano parole sanguinanti. Il suo è, infatti, un «giardino delle ceneri e del vuoto» che, sebbene torni a fiorire, sembra restare immoto. Giardini pensili quelli in cui il Poeta si muove, ossia, giardini sospesi , in quanto non ancorati al suolo. Una metafora, il titolo, che sembra rimandare a uno stato di sospensione dell’anima. Come se l’Autore volesse indicare, con il titolo del suo libro, il mood in cui, forse, si trova egli stesso: sospeso in un limbo tra la vita e l’apatia. Non stupisce, allora, che si possa «resta<re> intrappolati | in un paio di guanti da giard...

Quando la macchia si fa ammirare. I Macchiaioli a Pavia

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Signorini, Mercato del bestiame Da oggi e fino al 20 dicembre prossimo, presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia è possibile visitare la mostra I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo , organizzata da ViDi , e curata da Simona Bartolena , con la collaborazione di Susanna Zatti . L’esposizione pavese intende sottolineare il carattere innovativo dell’arte pittorica dei Macchiaioli che, lontani dalla levigatezza dei pittori accademici, dipingevano scene prese dal vero e con soggetti, spesso, di natura minore o bozzettistica, sempre, comunque, con un’attenzione alla luce e alla resa materica della stessa, attraverso un uso denso della pennellata. Furono, spregiativamente, definiti, per questo, “macchiaioli” e loro, in tale definizione, si riconobbero al punto da assumerla a mo’ di manifesto pittorico.  La loro arte, che si sviluppò nella seconda metà dell’Ottocento, mentre si stava unendo l’Italia, è spesso stata considerata un fenomeno regional...

Un saggio su "Accattone" di Pasolini

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Franco Citti in una scena di Accattone Accattone è stato il primo film firmato come regista da Pier Paolo Pasolini . Ad esso Stefania Parigi ha dedicato un saggio ( Pier Paolo Pasolini. Accattone ) edito da Lindau. La saggista avverte che  Accattone non ci appare oggi come un fossile riesumato dal passato perché l’inattualità è il suo tratto ontologico già all’inizio degli anni ‘60. E questo perché, il film, lungi dall’essere un documentario sulle borgate romane, era un “ricordo” poetico delle stesse così come si erano presentate al regista una decina di anni prima. Negli anni Sessanta, infatti, anche nelle borgate romane soffiava un debole vento di rinnovamento e iniziavano a farsi sentire le nevrosi da boom economico. Pasolini, con il suo primo lungometraggio, tornava (dopo averla descritta nei romanzi) alla borgata come a un possibile preannuncio di spazi geografici “altri”: quelli del Terzo Mondo effettivamente percorsi filmicamente dal regista qualche anno do...

Nuove tecnologie e teatro. Intervista a Michele Cremaschi

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Michele Cremaschi è un esperto dell'uso di nuove tecnologie in teatro. Lo abbiamo intervistato dopo aver recensito il suo ultimo spettacolo: Nerd Cabaret .  

Nerd Cabaret_La scena 2.0

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Ieri sera, all’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo è andato in scena Nerd Cabaret. Salace romanzo di formazione digitale di e con Michele Cremaschi per la regia di Gaetano Ruocco Guadagno e Michele Cremaschi. Lo spettacolo racconta (in un lungo flash back) delle speranze che un normale nerd (ossia, un patito per la tecnologia) ha riposto nel progresso tecnologico nell’arco degli ultimi trenta/trentacinque anni. Speranze in una vita migliorata dall’uso quotidiano dei vari device tecnologici.  Aspettative spesso deluse, in quanto di miglioramenti rivoluzionari se ne sono visti assai pochi.  Anzi, a volte, gli esiti possono tranquillamente essere catalogati come dei sostanziali peggioramenti. Si veda, ad esempio, l’uso ossessivo che molti, troppi, fanno del proprio smartphone che, in tal modo, da mezzo di comunicazione, si trasforma in un mezzo di isolamento dalla realtà circostante. E, allora, ad esempio, il protagonista della pièce , rischia di non i...

La Bellezza è Potere

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Potere e Pathos. Bronzi nel mondo ellenistico a cura di Jens M. Daehner e Kenneth Lapatin resta a Palazzo Strozzi di Firenze fino al 21 giugno, per, poi, spostarsi al J. Paul Getty Museum di Los Angeles da fine luglio a inizio novembre e alla National Gallery of Art di Washington da dicembre a marzo 2016. Si tratta di una mostra che riunisce opere statuarie in bronzo e marmo provenienti da musei di tutto il mondo. L’elenco dei prestatori è davvero imponente e, tra l’altro, dice di come sarà assai difficile, in un prossimo futuro, poter rivedere riuniti nello stesso spazio espositivo tanti capolavori dell’età ellenistica. Sono statue, quelle selezionate dai curatori, che raccontano di come gli “eredi” di Alessandro Magno raffigurassero sia il Potere, sia il Pathos. Statue che esprimono forza, energia, possanza, ma anche fatica e severità. Emerge su tutto, però, la clamorosa bellezza fisica di alcuni atleti ed efebi immortalati dagli scultori e, via via che si percorrono ...