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Se Babbo Natale non ti rispetta

Matteo B. Bianchi si presenta in libreria con un raccontino (il diminutivo è per la lunghezza e non per il valore) edito da Playground dal titolo “natalizio” Tu Cher dalle stelle .  Si tratta di un’operina davvero deliziosa che si legge in un fiato e muove al sorriso e, a tratti, alla commozione, ma, soprattutto, muove alla riflessione. Matteo B. Bianchi, infatti, parte da un fatto comune e mette in rilievo alcune differenze, alcune imposizioni sociali che poco hanno a che vedere con l’innocenza dell’infanzia. Luca, il piccolo protagonista del racconto, infatti, si trova a dover scrivere malvolentieri a Babbo Natale quello che desidera, in quanto ha qualche perplessità dovute al fatto che, nei due anni precedenti, Babbo Natale non gli ha portato quello che lui aveva richiesto.  Il motivo è semplice: le richieste di Luca non collimano con le aspettative che il mondo adulto ha nei suoi confronti, aspettative basate su un’interpretazione standardizzata e limitativa del...

Quando Gabriele smaniava per Tamara

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Un agile volume edito da ES racconta nei dettagli il secondo incontro al Vittoriale degli italiani tra Gabriele D’Annunzio e Tamara De Lempicka .  Tamara era già stata una prima volta al Vittoriale per conoscere il Vate, ma ne era fuggita nottetempo, per motivi che sono rimasti ignoti (almeno finora).  Il secondo soggiorno di Tamara al Vittoriale, invece, è documentato grazie al racconto che ne fece Aélis Mazoyer nel suo diario.  La Mazoyer era, per D’Annunzio, ben più di una governante: era una confidente, ma soprattutto, era l’amante esperta in fellatio, e, infine, all’occorrenza, era la mezzana che procurava nuove amanti al Comandante. È grazie alle sue pagine vergate quotidianamente che emergono particolari piccanti della vita intima del poeta. Nello specifico, l’incontro tra il Comandante e la Polacca (tali gli appellativi con cui la Mazoyer identifica Gabriele e Tamara) è raccontato con viva partecipazione: la Mazoyer parteggia per il suo padrone,...

Tamara perversa e sensuale

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A Palazzo Reale di Milano, fino al 14 gennaio 2007, è possibile visitare la mostra dedicata alla grande Tamara De Lempicka (Varsavia 1898 – Cuernavaca 1980). La curatrice Gioia Mori ha selezionato 60 dipinti (scegliendo quelli forse più belli e famosi dell’artista) e 10 disegni e ha diviso il materiale in 12 sezioni, dando, in tal modo, una panoramica esaustiva dell’attività pittorica di Tamara. Ma chi era Tamara De Lempicka? Era una delle donne più affascinanti degli anni Venti e Trenta del Novecento; una di quelle donne del jet set in grado di dettare il gusto. Era un’artista dell’Art Déco tra le più importanti, se non la più importante in assoluto. Ma, soprattutto, Tamara era una pittrice perversa e sensuale. Una pittrice in grado di fissare sulle sue tele gli sguardi e gli atteggiamenti conturbanti di una nobiltà snob ed equivoca, amante della vita e dei piaceri (anche di quelli proibiti). Una pittrice le cui donne (contesse, marchesi e duchesse) assumono pose da lascive pro...

Sviene o si addormenta?

Ieri sera è andata in scena al Teatro Donizetti di Bergamo una brutta versione dell’ Anna Bolena di Felice Romani e Gaetano Donizetti .  A dirigerla il Maestro Fabrizio Maria Carminati , fischiato dal pubblico della prima.  Nel ruolo del titolo Dimitra Theodossiou che, nonostante non abbia convinto pienamente, è stata, invece, applaudita dal pubblico.  Si tace, per ritegno, sugli altri interpreti dell’opera e si passa con decisione a parlare della regia di Francesco Esposito .  Si tratta, forse, di una delle peggiori realizzazioni spettacolari che mi sia mai stato dato di vedere (e assicuro che a teatro sono andato spesso).  Si sospetta che Esposito, nella sua vita, avrebbe, forse, voluto fare il fotografo e non il regista teatrale: mai visto uno spettacolo dove gli interpreti raggiungono la fissità della morte.  Praticamente, se si fosse potuti – a mo’ di videoregistratore – procedere con “l’avanti veloce”, gli interpreti e il coro sarebbero sembrati ...

La rossa pazzia di Lucia

Trionfo per la prima di Lucia di Lammermoor di Cammarano e Donizetti diretta da Antonino Fogliani per la regia di Francesco Esposito al Teatro Donizetti di Bergamo.  Nel ruolo della protagonista una assai brava Désirée Rancatore che ha saputo rendere pienamente la delicatezza mentale e fisica di Lucia che, a causa di un amore infelice, impazzisce.  La trama della Lucia di Lammermoor è nota e non brilla per originalità: un amore contrastato per ragioni politiche conduce alla tragedia: lei (Lucia) impazzisce e lui (Edgardo) si suicida.  Ciò che forse va sottolineato è il modo impiegato da Donizetti per rendere la pazzia di Lucia: l’uso di una musica delicata.  Lucia, infatti, sente «un’armonia celeste» e Donizetti tenta riprodurla nello spartito.  E, va detto, il quadro della pazzia di Lucia è quello meglio riuscito dello spettacolo: il regista ha voluto che Lucia entrasse in scena scendendo i bianchi gradini di una ripida scala.  Ella è di bianco v...

Schiavo d’amore

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È un romanzo intenso La dolcezza di Christophe Honoré edito in Italia da Playground. Una storia in grado di scavare nel profondo dei lettori.  Una vicenda crudele e tenera.  Una storia d’amore e d’orrore che ha come protagonisti dei ragazzini, ma forse è meglio dire dei bambini.  Degli assassini.  Dei piccoli, teneri, amanti.  Dei sadomasochisti spietati, come spietati possono essere alcuni bambini. Un delitto orrendo: un ragazzino, ospite di una colonia estiva, assassinato in modo barbarico.  A ucciderlo, i gendarmi ne sono certi, sono stati due altri piccoli ospiti della struttura.  E, d’altronde, i due lo ammettono, confessano. E per questo sono trascinati via. Divisi per sempre, loro che sognavano di restare uniti.  Ma cosa è accaduto veramente quella notte? Chi ha ucciso e perché? Davvero un orribile delitto può essere stato architettato e portato a termine soltanto da due bambini, senza che qualche adulto li aiutas...

L'Arialda

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È un testo duro, senza speranza, L'Arialda di Giovanni Testori (Bompiani). Un testo nel quale un ruolo importante lo gioca il linguaggio: spietato, crudo. La pièce racconta la storia tragica di un gruppo di popolani della periferia milanese. Essi rincorrono il mito del denaro, tentando di sbarcare il lunario. L'unico momento di svago e serenità che sembra possano permettersi è quello serale dell'amoreggiamento (e non è un caso che gran parte delle scene si svolge a ridosso di un pratone nel quale i protagonisti vanno per appartarsi).  Ma, per alcune delle popolane, anche tale momento di serenità potrebbe rappresentare la salvezza dalla miseria e, dunque, esso va messo a profitto. In particolare, il sesso potrebbe servire per cambiare vita sia alla vedova Gaetana («la terrona»), e sia alla zitella visionaria Arialda, entrambe "innamorate" del "ricco" ortolano Amilcare.  Entrambe tentano di farsi sposare da lui, facendosi la guerra tra loro, fino alla...