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L'urgenza del dire

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Uscito nel 2011 nella collana “Inediti d’autore” del Corriere della Sera, Profezia di Sandro Veronesi è un piccolo gioiello. In esso, Veronesi racconta gli ultimi mesi di vita di suo padre, morto (solo pochi mesi dopo la scomparsa della madre dello scrittore) a causa di un cancro che gli consuma il corpo. Veronesi ricostruisce la fine del padre come se essa non fosse già avvenuta: la racconta al futuro, come si trattasse di una profezia (quella che dà il titolo al racconto).  Una profezia dettagliatissima, quella di Veronesi, detta tutta d’un fiato; praticamente di corsa: il racconto è quasi del tutto privo di punti fermi e la punteggiatura, in questo caso, è segno di un’urgenza del dire. Come se l’autore volesse scaricare il (doppio) lutto nella pagina. Come se stesse raccontando le sofferenze del “padre suo” per alleggerire il proprio tormento e lo stesse facendo in preda a un’ansia d’avvertimento: una sorta di premonizione universale (ed ecco anche perché l’uso esclu...

Un finale deludente

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XY di Sandro Veronesi edito da Fandango è un bel romanzo che, però, delude nel finale. Non perché il finale sia aperto, o perché esso non rispecchi le aspettative, ma, molto semplicemente e banalmente, perché quello scritto dall'autore non è un finale (o, almeno, il lettore che sta scrivendo queste righe non lo ha percepito come tale): Veronesi ha semplicemente smesso di portare avanti la storia, interrompendola brutalmente. Eppure, tutto il libro è scritto quasi in stato di grazia e non si può non ritenere che Veronesi sia uno degli scrittori italiani viventi più importanti. Che il romanzo non potesse terminare con una spiegazione razionale, il lettore lo capisce appena legge il modo in cui le dieci vittime ritrovate nel bosco sono morte. Ognuna delle vittime, infatti, muore in un modo totalmente differente dalle altre (seppur contemporaneamente alle altre) e ognuna di esse in un modo non possibile in un bosco (compresa una di loro che muore in seguito all'attacco d...

Caos calmo

Inizia con una scena dal sapore vagamente boccaccesco Caos calmo di Sandro Veronesi (edito da Bompiani): un soccorso in mare che si trasforma in una specie di atto sessuale mancato. Una scena, però, che prelude a un dramma: Pietro (uno dei due fratelli protagonisti del salvataggio), quando torna a casa, trova Lara, la sua compagna e madre di sua figlia, morta. Un colpo durissimo che Pietro crede di non aver accusato, ma anzi di aver parato. Infatti, nonostante tutti siano convinti che Pietro, nei tre mesi successivi all'evento, sia disperato, il diretto interessato è, invece, sicuro di non soffrire. Egli afferma di non sentire dolore, ma di essere tranquillo e sceglie di passare i giorni successivi al lutto accanto a sua figlia: stazionando di fronte alla di lei scuola. Un luogo, quello, che diventa, per Pietro, una sorta zona franca, e, per i suoi colleghi, amici e parenti, una specie di muro del pianto: è lì, con lui, che loro vanno a sfogare i propri dolori.