Lisergico cyberspazio



Neuromante di William Gibson edito da Mondadori è un romanzo per appassionati di tecnologia e fantascienza.

Racconta una storia ambientata in un futuro ipertecnologico, ma ben connesso con il passato.

Un futuro nero e inquietante dove si fatica a distinguere ciò che è reale o biologico, da ciò che non lo è o non lo è più.

Un futuro popolato da cyborg, robot e AI (Intelligenze Artificiali).

AI cattivissime e in grado di manipolare gli esseri biologici, i cyborg e i robot per raggiungere i loro scopi, non del tutto decifrabili.


Protagonista del romanzo è Case, cowboy da tastiera, attraverso il quale il lettore viene a conoscenza dei fatti.

E qui la faccenda si complica ulteriormente: Case è un drogato e, quindi, il lettore fatica a capire se le sue visioni siano o meno “reali”.

Ovvero, se quanto Case “vive” sia nel mondo reale, sia nel cyberspazio, è frutto degli effetti delle droghe che assume, oppure delle manipolazioni messe in atto dalle AI con cui si interfaccia: Invernomuto e Neuromante.


Proprio per tale difficoltà, a chi scrive, Neuromante ha ricordato, in un certo qual modo, un altro romanzo il cui protagonista è un tossicodipendente: Il pasto nudo di William Burroughs.


Ad ogni buon conto, Neuromante è un romanzo che - oltre ad aver dato vita al filone della letteratura cyberpunk dei primi anni Ottanta del Novecento - è ancora oggi in grado di apparire “profetico”, soprattutto per quanto riguarda la capacità manipolatoria delle AI, delle «fottute bastarde» di cui «nessuno si fida» (come viene detto nel romanzo).


E proprio per tale aspetto “profetico” Neuromante è un libro che va letto per comprendere un po’ di più il nostro presente (che sembra stia velocemente scivolando nel futuro nero e inquietante descritto nel romanzo).



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