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Un ricordo indurito

In Quel che resta edito da Playground Rachid O. torna a raccontare la sua infanzia già descritta in modo brillante ne Il bambino incantato .  Un bambino che ama, riamato, suo padre e l'amico di suo padre che chiama zio.  Uno zio un po' speciale e non solo perché è l'amante del padre, ma anche perché non esita a stendersi accanto al “nipote” ogni volta che se ne presenta l'occasione. Uno zio tormentato dalla depressione tra le cui cause, sicuramente, Rachid mette anche il difficile rapporto d'amore che univa i due adulti.  Una depressione che portò lo zio a gesti estremi. Dello zio Rachid sente disperata la mancanza.  Una mancanza che si è fatta presenza tormentante, dialogante: Rachid afferma di assomigliare a suo zio non solo caratterialmente, ma anche fisicamente, cosa che la dice lunga sul transfert che lo scrittore descrive nel suo ultimo libro.  Ed è con lo zio che spesso Rachid mutamente dialoga...  Un libro, Quel che resta , ben ...

Quadri animati per una vendetta da Re

Ha preso il via la stagione lirica del Teatro Donizetti con la realizzazione de La favorite di Gaetano Donizetti per la direzione musicale del Maestro Marco Zambelli, la regia teatrale di Lamberto Puggelli e l'interpretazione canora-attorale di Adriana Mastrangelo (Léonor), Antonio Gand ía (Fernand), Mario Cassi (Alphonse), Gabriella Locatelli Serio (Inès) e Francesco Palmieri (Balthazar). Si tratta della versione originale in francese de La favorita , opera che Donizetti compose di fretta, facendo ampio ricorso al riciclo di interi passaggi già musicati per altre sue opere o che stava musicando in contemporanea.  Un metodo di lavoro che, per il compositore bergamasco, non era inusuale...  Il risultato è un'opera a tratti musicalmente discontinua, ma comunque orecchiabile.  Sicuramente non un capolavoro. La storia è quella di Léonor, favorita del re, che ama, riamata, Fernand, il quale, credendola di stirpe reale, combatte i nemici del re Alphonse per ottener...

Il ritorno di X-Files

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Sono passati sei anni dalla fine della serie TV e dieci dal primo film e X-Files torna al cinema con il film X-Files. Voglio crederci di Chris Carter (creatore della serie).  Protagonisti David Duchovny e Gillian Anderson nei rispettivi ruoli di Fox Mulder e Dana Scully. Sono passati gli anni e il film lo dichiara: i due personaggi sono pienamente adulti, hanno lasciato l'FBI (Fox vive isolato e coltiva le sue passioni in uno studio di casa che riproduce il suo vecchio ufficio e Dana fa il medico in una struttura diretta da religiosi) e la loro relazione ha raggiunto una concretezza cui, forse, il pubblico non era preparato, seppure, il medesimo pubblico, ha sempre desiderato che i suoi beniamini fossero legati da una love story. Nel film Fox e Dana vengono scambiati per marito e moglie e, questo, dovrebbe dirla lunga... Il film inizia con l'FBI che si fa viva con Dana domandandole di intercettare Fox per chiedergli di tornare e aiutarli a trovare una...

X-Files alla vigilia di X-Files

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Rivedere X-Files – Il film alla vigilia dell'uscita del nuovo film tratto dalla fortunata omonima serie TV non è stato per nulla deludente.  Il film ha un ritmo invidiabile (serrato) ed è narrativamente autonomo. Infatti, anche a distanza di anni dalla chiusura della serie TV, esso è perfettamente fruibile.  In altre parole, seppur pensato sull'onda del successo mondiale della serie X-Files , il film può essere visto anche da coloro che non hanno mai visto un episodio del telefilm.  Quanti, invece, ne sono stati dei fan, rivedendo il film oggi rivivranno – forse con nostalgia – tutto il clima che la serie aveva creato: un clima di attesa (di rivelazioni sugli alieni) e in qualche modo di “complicità” tra fan, o meglio di community.  La storia attorno a cui ruota il primo film di X-Files è tutta incentrata sulla cospirazione aliena.  Mulder (interpretato egregiamente da David Duchovny ) e Scully (interpretata ugualmente ottimamente da Gillian An...

Giocare con l'arte

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Fino al 21 settembre 2008 è visitabile la mostra Duchamp, Man Ray, Picabia organizzata (in collaborazione con la Modern Tate di Londra) dal Museu Nacional d'Art de Catalugna (meglio noto come MNAC) di Barcellona. Si tratta di una retrospettiva dedicata ai tre massimi esponenti di DADA nella quale vengono messi in luce le collaborazioni artistiche che si crearono tra i tre amici, oltre che le rispettive influenze l'un sull'altro. L'esposizione inizia con il mostrare al pubblico gli esordi dei tre artisti: opere piuttosto convenzionali che poco avrebbero fatto capire del valore rivoluzionario dei successivi lavori dei tre. Forse fu proprio il comune lavoro di ricerca e le reciproche (e benefiche) influenze di cui si è detto ad accelerare un processo creativo che condusse i tre verso la rivoluzione artistica di DADA . Un'arte, la loro, basata sul gioco e sull'ironia, oltre che sul ribaltamento e sovvertimento dei luoghi comuni. Un'arte...

In 5 settimane puoi diventare gay

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Come diventare gay in cinque settimane di Claudia Mauri edito da Melampo è un manuale che si prefigge di insegnare agli eterosessuali a diventare gay in sole cinque settimane. Il libro è ironico al punto giusto, ma non manca di sollecitare il lettore con alcune riflessioni. Egli, prima di tutto, potrebbe chiedersi la ragione per la quale si possa aver bisogno di tale libro. Scrive, a tal proposito l'autrice, invitando, in tal modo, implicitamente, alla riflessione: “Nasciamo in una società che pianifica la quasi totalità delle attività sociali presupponendo che tutti siano eterosessuali”. Ecco, sembra dire l'autrice, magari qualcuno non è eterosessuale, ma non ha modo di capirlo, perché le sollecitazioni cui è sottoposto lo indirizzano verso scelte di vita eterosessuali. “Può anche darsi che la maggior parte degli esseri umani sia etero, ma di certo le circostanze le aiutano a convincersene. Se le persone crescessero convinte di avere davvero una scelta con ...

Drosophila vs Superdrosophila

Ieri sera, nell'ambito del Festival Danza Estate, è andato in scena uno spettacolo geniale: Drosophila, clonerie scientifica sul moscerino della frutta per la coreografia, la regia e l'interpretazione di Rosita Mariani e Cinzia Severino . Geniale l'idea di far diventare le drosophile (i moscerini della frutta), solitamente al centro di migliaia di esperimenti scientifici, protagoniste di uno spettacolo di teatro-danza (ovvero si potrebbe sintetizzare "dal vetrino al palcoscenico"). Geniale l'idea di fare un parallelo tra la vita breve (15 giorni) delle drosophile e la vita media delle donne. Geniale l'idea di mettere in competizione una drosophila "normale" con una geneticamente mutata dall'uomo e, perciò, diventata una "superdrosophila". Lo spettacolo è - come dice il titolo - condotto sul filo dell'ironia e riesce a far ridere il pubblico fin dall'inizio, ovvero fin da quando la voce fuori campo (di Paolo Chechi ) inv...