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Il suicidio di Virginia Woolf

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Leonard Woolf in La morte di Virginia edito in Italia da Lindau (traduzione di Paola Quarantelli) descrive gli anni che vanno dal 1939 al 1941, gli ultimi di vita di sua moglie Virginia. Va subito detto che spesso Leonard è frettolosamente liquidato come il marito di Virginia Woolf , commettendo un errore davvero grossolano: egli, non solo fu un editore lungimirante - tanto che la sua Hogarth Press pubblicò, tra gli altri, James Joyce e Sigmund Freud - ma fu scrittore raffinato e attento. Il suo La morte di Virginia è un libro di rara lucidità, oltre a essere una biografia in grado di andare ben oltre il mero dato cronachistico, entrando negli intimi pensieri dei due protagonisti, i coniugi Woolf. La prima parte del volume si concentra sull’analisi del contesto storico in cui Leonard e Virginia vissero gli ultimi momenti assieme. Sono gli anni dell’inizio del Secondo conflitto mondiale e Leonard descrive il senso di smarrimento causato dalla consapevolezza che l’Umanità f...

Razzismo interiorizzato

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12 anni schiavo di Solomon Northup edito in Italia da Newton è una testimonianza agghiacciante di cosa potesse succedere a un uomo di colore nato libero negli stati del Nord degli Stati Uniti se aveva la sventura di essere rapito e venduto come schiavo a un proprietario terriero del Sud, dove la schiavitù, nella seconda metà dell’Ottocento, non era ancora stata abolita. Solomon Northup, infatti, era nato libero e viveva del suo lavoro quando fu rapito e venduto a schiavisti senza scrupoli che non tennero in alcun conto il fatto che fosse un uomo libero. Northup fu, così, costretto a vivere come schiavo per ben 12 anni, fino a quando non riuscì ad avere l’aiuto di alcuni gentiluomini bianchi che lo riportarono alla libertà e al Nord. Furono 12 anni in cui a Northup non furono risparmiate angherie, violenze e soprusi, oltre a fatiche disumane. 12 anni in cui tentò anche la fuga, rischiando la vita, ma senza successo: il sistema schiavista era così ben organizzato che allo sc...

La danzatrice e lo scrittore

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Il Novecento annovera almeno tre famose storie d’amore tra una danzatrice e uno scrittore: quella tra Isadora Duncan e Sergej Esenin; quella tra Maria Cumani e Salvatore Quasimodo (leggi Fuori non ci sono che ombre, e cadono ) e quella tra Lucette Destouches e Luis-Ferdinand Céline . Di quest’ultima, la casa editrice Lantana ha pubblicato in Italia le memorie raccolte da Véronique Robert ed edite con il titolo Céline segreto . In qualche modo, è la stessa Lucette a dare una possibile spiegazione al perché due personalità artistiche all’apparenza così distanti come potrebbero essere uno scrittore e una danzatrice possano riconoscersi e amarsi: pur non razionalizzando e pur non usando i termini che si usano qui, la danzatrice, infatti, ricorda il continuo lavorio di Céline sulla parola, così simile al continuo lavorio della danzatrice sul proprio corpo; ricorda come per lo scrittore l’emozione fosse tutto e come lo è per una danzatrice che, attraver...