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Un capolavoro oltre il genere

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Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf è un capolavoro assoluto. Lo è per quello che dice e per come lo dice. Lo è indipendentemente dal fatto che lo si incaselli tra i saggi o tra i romanzi. Sì, perché, Una stanza tutta per sé è sia un saggio, sia un romanzo. Letto come romanzo è il racconto di come l’io narrante, chiamata a tenere una conferenza a un pubblico femminile sul tema “le donne e il romanzo”, abbia condotto le sue ricerche e sia giunta a determinate conclusioni. Letto come saggio è - né più, né meno - che una Storia delle donne. Donne comuni; donne altolocate; donne letterate. Un libro, dunque, che potendo essere letto sia come saggio, sia come romanzo, va al di là del genere letterario . Ma Virginia Woolf non si “limita” ad andare oltre il genere solo per quanto riguarda la forma del suo testo: essa va oltre il genere anche nelle sue conclusioni che, lo si dice subito, potrebbero non piacere a molti lettori, appartenenti a entrambi i generi. [Spoiler alert] Infatt...

Il suicidio di Virginia Woolf

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Leonard Woolf in La morte di Virginia edito in Italia da Lindau (traduzione di Paola Quarantelli) descrive gli anni che vanno dal 1939 al 1941, gli ultimi di vita di sua moglie Virginia. Va subito detto che spesso Leonard è frettolosamente liquidato come il marito di Virginia Woolf , commettendo un errore davvero grossolano: egli, non solo fu un editore lungimirante - tanto che la sua Hogarth Press pubblicò, tra gli altri, James Joyce e Sigmund Freud - ma fu scrittore raffinato e attento. Il suo La morte di Virginia è un libro di rara lucidità, oltre a essere una biografia in grado di andare ben oltre il mero dato cronachistico, entrando negli intimi pensieri dei due protagonisti, i coniugi Woolf. La prima parte del volume si concentra sull’analisi del contesto storico in cui Leonard e Virginia vissero gli ultimi momenti assieme. Sono gli anni dell’inizio del Secondo conflitto mondiale e Leonard descrive il senso di smarrimento causato dalla consapevolezza che l’Umanità f...

Mr Brother

Mr Brother di Michael Cunningham   è uno strano libretto composto com’è da due racconti e un saggio (su Virginia Woolf , scrittrice per la quale Cunningham ha una vera e propria venerazione) e da due brevi saggi a firma dei traduttori italiani dello scrittore, entrambi dedicati alla fatica del tradurre.  Va subito detto che il racconto che dà il titolo al libro ha un inizio folgorante e una prima parte accattivante, ma la seconda parte è un po’ deludente ed il finale è piuttosto scialbo.  La storia è quella di un adolescente (Mezzasega, con il quale il lettore è apertamente invitato ad identificarsi) innamorato del proprio splendido fratello maggiore (Mr Brother, appunto), il quale viene descritto simile a una statua, mentre, nudo come mamma lo ha fatto, si sta preparando per la serata.  Se il racconto fosse restato fermo al tempo dell’adolescenza e dei tormenti d’amore sarebbe stato perfetto; ciò che, a mio avviso, stona parecchio è il far vedere...