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La trasgressione tranquillizzante di Paolo Poli

Paolo Poli è davvero un artista che non ha bisogno di presentazioni per chi frequenta le sale teatrali: egli è un pezzo del teatro italiano. Ieri sera Poli ha interpretato al Teatro Donizetti di Bergamo il suo Il mare , tratto da alcuni scritti di Anna Maria Ortese , prima di tutti Il mare non bagna Napoli . Si tratta di uno spettacolo di cui si stenta a capire il filo conduttore.  Esso, infatti, è costituito da una serie di monologhi e scene dialogate intervallati da canzonette la cui attinenza con quanto le precede sembra nulla.  Il testo, infatti, narra di vicende a tratti davvero tragiche, mentre le canzonette sono, appunto, canzonette lievi lievi. Ma chi, oggi, va a vedere Paolo Poli sicuramente non è spinto dalla voglia di conoscere un testo, ma da quella di vedere come Poli lo interpreta e, più o meno, lo “stravolge”.  In altre parole, Poli potrebbe recitare anche l’elenco del telefono che non avrebbe grande importanza: la curiosità potrebbe essere tutta ne...

I ricordi di una vita

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È una carrellata tra i ricordi lo spettacolo Sillabari che Paolo Poli ha tratto da un testo di Goffredo Parise .  Ricordi melanconici di fatti insignificanti che, però, si sono impressi indelebili nella memoria di chi, anni dopo, molti anni dopo, ancora li narra come se fossero successi da poco.  Ricordi del tutto personali, ma che hanno il merito di raccontare un pezzo d'Italia: quella piccolo e medio borghese delle governanti, delle giovani studiose e di belle speranze, dei giovanotti che scoprono la vita.  Ricordi di tremori d'amore, di rivelazione del corpo, di imbarazzi e di rossori.  E dal racconto di questi ricordi, ne esce il ritratto di un'Italia che arrossisce per un bacio sul grande schermo; di un'Italia che fa finta di non capire la natura degli sguardi che si scambiano due giovani seminaristi (poi divenuti preti); che chiama amicizia quella che, in realtà, è stata una storia d'amore. Paolo Poli racconta tutto con il garbo tipico delle ve...

Quella gran bugiarda di Paolo Poli

È un libro delizioso Siamo tutte delle gran bugiarde , conversazione tra Paolo Poli e Giovanni Pannacci , edito da Giulio Perrone Editore. Un libro che si legge in un soffio e con il sorriso sulle labbra. Definire il volume la biografia del grande attore Paolo Poli è assolutamente improprio e fuorviante: della biografia artistica (e personale) di Poli c'è poco.  Eppure nel libro c'è tutto Paolo Poli: la sua straripante personalità, i suoi incantevoli virtuosismi da civetta, da ballerina di fila (sua celebre auto-definizione), il suo aggraziato sbeffeggiamento dell'ordine costituito, la sua sapiente provocazione al perbenismo imperante, il suo celebre anticlericalismo (“Trovo pessimo che il Papa ogni giorno ci faccia conoscere il suo pensiero”). C'è tutto Paolo Poli e, a ben vedere, non potrebbe essere altrimenti: così come sulla scena i suoi spettacoli sono un tripudio di fantasia tutta riconducibile al suo genio e alla sua vasta cultura, così il libro non ...