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Visualizzazione dei post con l'etichetta Giulio Bosetti

Un Sior Todero esangue e lugubre

Assiso su una poltrona/trono Sior Todero detta legge ai suoi familiari e ai servitori.  Da vecchio despota rancoroso, bilioso e avaro, Sior Todero pensa solo a se stesso, ai suoi interessi, credendosi immortale.  Ognuna delle persone che gli sta attorno deve portargli un interesse e deve servirlo senza lamentarsi, possibilmente non chiedendo alcunché in cambio.  Tutto e tutti devono poter essere spremuti fino all'ultima goccia di sangue e, vedendo la versione del Sior Todero brontolon di Carlo Goldoni firmata da Giuseppe Emiliani , potrebbe venire il sospetto che Sior Todero si nutra di sangue, sorta di Dracula ante litteram.  Ma, ovviamente, Sior Todero non si nutre di sangue, in quanto è pur sempre un personaggio goldoniano: cattivo non potrà mai essere fino in fondo, né invincibile e neppure immortale.  Anzi, prima o poi, il vecchio morirà e gli altri potranno, finalmente, respirare (è una battuta pronunciata dal figlio).  Per ora, però, il vecchio fa...

Personaggi in cerca di verità

«Io sono colei che mi si crede» risponde in finale di rappresentazione la signora Ponza interrogata sulla sua vera identità: ovvero se ella sia la figlia della signora Frola tenuta segregata dal marito geloso, oppure la seconda moglie del signor Ponza che sfugge la presenza della signora Frola.  Una frase, quella della signora Ponza (che appare al pubblico vestita di nero e con il volto velato) degna di una Sfinge.  E che la Verità non sarebbe venuta a galla nonostante l'inchiesta che si svolge sul palcoscenico e coinvolge la upper class di una cittadina di provincia lo si poteva intuire da ben due segnali incontrovertibili: il primo, dato dal titolo della pièce che parla davvero chiaro e, il secondo, dall'atteggiamento di Laudisi, il personaggio che nel testo funge da alter ego di Luigi Pirandello . Il titolo della "parabola in tre atti" è Così è (se vi pare) ; un titolo che unisce in sé due affermazioni contraddittorie, contrapposte anche graficamente dall...

La malinconica Scuola delle mogli di Lassalle e Bosetti

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Quella di Jacques Lassalle è una lettura de La scuola delle mogli di Molière in senso malinconico che punta a sottolineare le pene d’amore del personaggio principale ma che riesce lo stesso a strappare un sorriso agli spettatori e rende in qualche modo attuale (o, meglio, universale) il testo in versi (ben tradotti da Giovanni Raboni ) del commediografo francese.  Va detto che la comicità nello spettacolo di Lassalle è tutta mentale : descrive l’assurdità del Destino che segue un corso suo proprio molto spesso in contrasto con i piani progettati dai protagonisti. Vedere, infatti, Arnolfo (molto bene interpretato da Giulio Bosetti ) che si impegna a portare avanti la sua “lotta anti-corna” che viene costantemente disilluso dai fatti, muove a una pacata risata.    Fuori luogo, invece, la comicità gestuale-motoria affidata alla coppia dei servi (interpretati da Nino Bignamini ed Elena Ferrari ): nel clima melanconico e crepuscolare della regia di Lassalle app...