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La presa di coscienza | Il Delitto Karamazov

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Al Teatro Out Off di Milano fino al 12 febbraio è in scena Il Delitto Karamazov , riduzione per le scene (assai ben riuscita) di Fausto Malcovati del romanzo I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij . La bella regia dello spettacolo è di Lorenzo Loris che affida a un cast di attori tutti “in parte” il compito di fare emergere quello che è il messaggio forte della pièce : la presa di coscienza del potere manipolatorio della parola . Ecco, allora, che allo spettatore viene mostrato il processo che porta Ivan a rendersi conto di come le proprie parole “libertine” (nel significato che durante l'Illuminismo si dava al termine, ossia di emancipazione dalla dottrina cristiana) abbiano - inconsapevolmente (?) - spinto il fratellastro-servo Smerdjakov a commettere il parricidio di cui è accusato ingiustamente il fratello Dmitrij. A nulla valgono per Ivan le rassicurazioni del fratello-religioso Alëša che insiste non solo sull’innocenza di Dmitrij, ma anche sulla non-responsabilità di Iv...

Mauri e Sturno in Delitto e Castigo

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Glauco Mauri e Roberto Sturno si sono impegnati nel difficile compito di tradurre per il teatro il celebre romanzo di Fëdor Dostoevskij Delitto e castigo .  Una sfida che i due attori hanno vinto, anzi, stravinto.  La riduzione è ottima: il racconto coinvolge ancora il pubblico e lo inchioda alle poltrone. Ma quel che, indubbiamente, affascina lo spettatore, ciò che lo convince che la storia è degna di essere vista è l’interpretazione dei due grandi attori: Roberto Sturno , nella parte di Raskolnikov, dà una delle migliori prove di sé e Glauco Mauri … beh, Glauco Mauri ricama .  La sua caratterizzazione del giudice istruttore Petrovic è insuperabile e piena di piccoli dettagli che si sommano l’uno all’altro e vanno a creare una figura d’uomo che, sicuramente, resterà a lungo impressa nella memoria di molti spettatori.  A tratti, maniacale; accanito fumatore; fintamente ingenuo, il giudice di Mauri è un misto (ma non un calco) dell’Hercule Poirot di Peter U...

Dialogo sull’esistenza di Dio: i Karamazov

Non è certo la prima volta che un romanzo viene adattato per la scena.  E non è nemmeno la prima volta per i Fratelli Karamazov di Dostoevskij .  La messinscena del Teatro Prova di Bergamo, però, si caratterizza per essere “uno studio”, per quanto rifinito e lucidato.  Uno studio vuol dire – in gergo teatrale – che lo spettatore non si trova ancora di fronte a uno spettacolo finito, ma a uno spettacolo “in divenire”, suscettibile, cioè, di essere ancora perfezionato.  Va detto, però, che – in linea di massima – il Karamazov presentato sabato scorso al pubblico bergamasco da Max Brembilla , Patrizia Geneletti , Stefano Mecca e Andrea Rodegher è già uno studio in dirittura d’arrivo: non manca nulla (anzi, forse c’è fin troppo per essere uno studio!). I quattro attori sono davvero bravi e comunicano al pubblico una giusta tensione emotiva.  Vanno segnalati in particolar modo Andrea Rodegher nel ruolo di Smerdjakov (perché ha dato al personaggio una fis...