L’Amore vero resta fuori scena
È una regia di gran classe quella che Bruno Berger-Gorski realizza per il Don Giovanni di Lorenzo Da Ponte e Wolfgang Amadeus Mozart . Una regia che mette a fuoco alcuni temi e lo fa senza stravolgere l’opera, ma assecondandola. Innanzitutto va detto che il regista ambienta la vicenda in una Francia pre-rivoluzionaria: sventola il tricolore (durante la festa di nozze di Zerlina e Masetto); si accenna al girotondo (ma in modo molto soft) e i contadini in rivolta imbracciano il forcone (e sembrano sanculotti). In questo modo risaltano ancor di più le malefatte del “dissoluto” Don Giovanni: non sono solo scorribande sessuali (al limite dello stupro), ma sono anche (e forse soprattutto) soprusi di un nobile ai danni del popolo (e di altri nobili che, però, san come far valere i propri diritti). Il tentativo di Masetto di “non diventar nobile pure lui” (ovvero di non subire il tradimento di Zerlina con Don Giovanni) diventa, allora, visivamente, il tentativo di un popolano di ...





