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Dulcamara regista d’amore

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Ieri sera ha preso il via alla grande la stagione lirica del Teatro Donizetti di Bergamo con L’Elisir d’amore di Felice Romani e Gaetano Donizetti , per l’ottima regia di Alessio Pizzech e la direzione del Maestro Alessandro De Marchi .  Nei ruoli principali c’erano una bravissima Silvia Dalla Benetta (Adina); un grande Alex Esposito (Dulcamara) e i tutto sommato mediocri Raùl Hernández (Nemorino); Damiano Salerno (Belcore) ed Elena Borin (Giannetta).  Ben diretto il coro da Marina Malavasi . Sotto lo sguardo attento di un Teatro Donizetti esaurito, è andata in scena la vicenda amorosa tra Adina e Nemorino, sapientemente orchestrata da Dulcamara. Un Dulcamara, quello voluto dal regista Alessio Pizzech e interpretato (con ottime capacità attoriali oltre che vocali) da Alex Esposito , che, alle “arti” da ciarlatano, assomma quelle del regista di una scalcinata compagnia di giro.  Un regista, quello di Esposito, che sa dirigine i suoi improbabili sodali, co...

Un Don Giovanni tutto italiano

Il mito di Don Giovanni ha radici antiche e stratificate.  Una prima sistemazione letteraria del mito si deve allo spagnolo Tirso de Molina che nel 1630 presentò El burlador de Sevilla .  Seguirono una serie di spettacoli che si rifecero al testo dello spagnolo.  La Commedia dell’Arte italiana – con i suoi canovacci e gli spettacoli all’Improvvisa – contribuì a diffondere il mito in tutta Europa.  Ad essa molto deve Molière autore di un Le festin de Pierre , pièce nella quale Don Juan si accompagna a Sganarello (che sostituisce l’Arlecchino dei Don Giovanni della Commedia italiana).  Nel 1669 il mito fece la sua comparsa sulle scene del teatro musicale con L’empio punito di Pippo Acciaiuoli e Alessandro Melani.  Seguirono molti altri spettacoli, fino a quel 29 ottobre del 1787 quando, a Praga, Lorenzo Da Ponte e Wolfgang Amadeus Mozart presentarono il loro Il Dissoluto punito o Don Giovanni .  Non tutti sanno, però, che in quello stesso 1787, ma a...