Asimov profeta


Ci sono pensatori che vedono talmente avanti, da poter essere considerati dei profeti. Isaac Asimov, forse, può essere considerato uno di loro.


Io, robot di Isaac Asimov edito in Italia da Mondadori è un libro pubblicato nel 1950 e, a tutti gli effetti, rientra nel genere fantascientifico.

Oggi, però, in cui si dibatte in tutto il mondo sulle potenzialità e sui pericoli dell’Intelligenza Artificiale, il libro potrebbe essere letto quasi come un saggio, o, forse, addirittura come un pamphlet.

In esso, infatti, Asimov descrive sia le potenzialità, sia, soprattutto, i pericoli che comporta l’uso dei «robot positronici» (ossia muniti di un cervello e di una personalità; oggi si parlerebbe genericamente di AI).


Nei nove racconti (ma, forse, sarebbe meglio definirli episodi*) che compongono il libro, vengono sì mostrati al lettore gli indubbi vantaggi che si ottengono dall’utilizzo dei robot in specifiche attività; ma vengono, parallelamente, anche indicati i pericoli che qualcosa possa andare storto.

Vero che i robot rispondono alle Tre leggi della robotica**, ma altrettanto vero che esse possono entrare in conflitto l’una con l’altra o che, semplicemente, un robot possa svalvolare e non rispondere più ai comandi e/o credersi superiore agli uomini cui dovrebbe, invece, ubbidire.


Attraverso i nove episodi, Asimov traccia una sorta di storia della robotica: dai primi modelli di robot incapaci di parlare e utilizzati sostanzialmente come baby sitter, fino alla costruzione delle Macchine (ossia delle AI infallibili); passando dalla probabile realizzazione di un androide assolutamente perfetto nella sua imitazione del biologico.


Passaggi che portano con sé una serie di imprevisti che, di volta in volta, gli esperti di robotica sono in grado di appianare.

Questo, perlomeno, fino alla costruzione delle Macchine: esse sono talmente sviluppate, da non poter più essere comprese da chi le ha create…


Un monito, quindi, quello lanciato da Asimov con il suo libro. 

Un monito a far sì che il progresso tecnologico venga costantemente monitorato e regolamentato non dalle leggi del mercato, ma dall’Etica (quella con la maiuscola).


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* Il volume si compone di nove racconti che sono uniti da un forte filo conduttore, essendo essi tutti dei ricordi della dottoressa Susan Calvin, ormai prossima alla pensione. Si suggerisce, quindi, di usare la parola episodio e non racconto, proprio perché i nove episodi vanno a comporre un’opera fortemente unitaria.

** «LE TRE LEGGI FONDAMENTALI DELLA ROBOTICA:

- Un robot non può arrecare danno a un essere umano, o, mancando di agire, lasciare che un essere umano subisca un danno. 

- Un robot deve obbedire agli ordini che riceve da un essere umano, se ciò non è in conflitto con la Prima Legge. 

- Un robot deve proteggere la propria esistenza, se ciò non è in conflitto con la Prima e la Seconda Legge. 

(Manuale di Robotica, 56a edizione, 2058 d.C.).» 


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