Il passato che riemerge


Ripley sott’acqua di Patricia Highsmith è l’ultimo, e, forse, meno riuscito, dei romanzi che l’Autrice ha dedicato a Tom Ripley.


A fronte di un inizio tutto sommato geniale, in quanto capace di riportare la storia al principio dei cinque romanzi, la trama procede un po’ lenta e, a volte, completamente priva di quella “tensione” narrativa di cui la Highsmith era assoluta regina.


Ad ogni modo, l’idea del passato che ritorna all’improvviso viene sviluppata all’interno della trama, seppure in un modo inaspettato per il lettore: Ripley, infatti, si trova a dover fronteggiare le manie persecutorie di uno stalker che, senza un preciso motivo, lo ha preso di mira.


Forse proprio la mancanza di un motivo “forte” alla base dell’agire dello stalker è ciò che rende il romanzo, complessivamente, poco tensivo: il lettore non si trova coinvolto dall’agire dei protagonisti, anche perché non ne può prevedere e anticipare le mosse.

Non mancano, certo, i colpi di scena, ma l’imprevedibilità dell’agire di un maniaco, rende il tutto poco coinvolgente.


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