Post

Oscuramente forte è la vita

Immagine
“Oscuramente forte è la vita” commentava Salvatore Quasimodo in Al padre . Un “verso immortale” (per usare le parole che pronuncerebbe Winnie) che, data la “sostanza” di cui è intessuta la pièce Giorni felici di Samuel Beckett , si è scelto di usare come titolo di questo scritto. Un testo, quello di Beckett, che mette in luce l’oscura forza vitale di Winnie (e, con lei, di tutto il genere umano): una donna che – nonostante la Natura, la Vita, la costringa a stare in un buco infernale – ha ancora la voglia di andare avanti, di guardare al futuro (tanto che si auto-incita a volgere la mente all’avvenire). Winnie, infatti, è, a discapito di tutto, ferocemente attaccata alla vita, di cui, anche potendo (è, infatti, in possesso di una rivoltella), non si priva, ma, anzi, alimenta. Sì, Winnie, alimenta la vita quotidiana dandole tutto ciò di cui essa abbisogna: la “ritualità”. Il rito dei gesti e delle parole.  Gesti ripetuti sempre uguali e fino a quando questo è possibi...

Intervista sulla Sindone

Il 7 gennaio 2006 per la trasmissione “CULT” di Radio E ho intervistato Gino Moretto autore del volume Sindone, la verità edito da Ellenici con il quale ho parlato, appunto, della Sindone di Torino.  Gino Moretto è stato segretario del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino per più di 11 anni.  È stato segretario di redazione della rivista «Sindon» e autore dei volumi: Sindone, la guida e Sindone, la storia . Ripropongo qui l’intervista che dura circa 20 minuti.

Templarismo

Immagine
Il 7 settembre 2005, per la trasmissione “CULT” di RadioE, ho intervistato Mario Arturo Iannaccone , autore, tra l’altro, di Templari. Il martirio della memoria , ponendogli alcune domande attorno al fenomeno del “templarismo”. Con lui, tra l’altro, si è parlato anche di Priorato di Sion, degli Illuminati di Baviera, del romanzo Il Codice da Vinci  e di Rennes-le-Châttau. Ripropongo l’intervista perché mi pare ancora interessante.

L’Aldilà di Romeo e Giulietta

Immagine
Il Balletto di Milano ha presentato ieri al pubblico del Teatro Donizetti di Bergamo il balletto Romeo e Giulietta ispirato all’omonima tragedia di William Shakespeare , su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij . Va subito detto che la partitura riuniva varie opere di Čajkovskij (tra cui Romeo e Giulietta , Amleto , La fanciulla di neve ) in un tutt’uno drammaticamente assai convincente.  Autore del mix Michele Rovetta che in tal modo ha saputo anche dare un tema musicale specifico per i due protagonisti e ha servito bene la rielaborazione drammaturgica del testo shakespeariano operata dal coreografo Giorgio Madia . Una storia, quella voluta da Madia, che si discosta non poco dall’originale di Shakespeare, non solo perché il suo spettacolo inizia dalla fine della tragedia (la morte di Paride, Romeo e Giulietta), diventando, in tal modo, un lungo flash back, ma anche (e soprattutto), perché Madia ha pensato a un post: Romeo e Giulietta che danzano felici e innamorati in una so...

Una recita lunga una vita

Immagine
Portata sulle scene a Parigi per la prima volta nel 1897, la pièce Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand oggi non ha più molto da dire ai contemporanei e la scelta di rappresentarla nuovamente rivela (più che nascondere) una certa pigrizia mentale di molti nostri teatranti (e di molto, troppo, pubblico). Una storia, quella messa in scena da Ronstand, che non sembra molto verosimile (a meno di non fare di Rossana una sorta di decerebrata), ma che, molto presumibilmente, è amata dai primi attori perché offre la possibilità di primeggiare sul palco a mo’ di vecchio capocomico. Ciò premesso, va detto che lo spettacolo presentato ieri al Teatro Donizetti di Bergamo per la regia di Daniele Abbado ha confermato (semmai ce ne fosse stato bisogno) che Cyrano viene ancora accolto favorevolmente dal pubblico, specie se a impersonarlo c’è un grande attore. Nei panni (Belle Époque) del guascone c’era Massimo Popolizio (sicuramente uno dei nostri attori più bravi) che ha saputo diver...

Una Figlia perfetta

Ieri sera al Teatro Donizetti di Bergamo è andata in scena la Figlia del reggimento di Gaetano Donizetti  diretta dal Maestro  Alessandro D’Agostini , per la regia, le scene e i costumi di Andrea Cigni .  Si è trattato di uno spettacolo davvero bello, in certo qual modo, perfetto. La direzione orchestrale è stata trascinante e senza una sbavatura. La regia ha puntato a un’ironia lieve e gioconda che ha convinto gli spettatori bergamaschi, nonostante non fosse accondiscendente verso un tipo di comicità televisiva.  Ha, infatti, creato un raffinato mix di realismo dei gesti quotidiani con effetti assolutamente stranianti.  Per portare un esempio, nel secondo tempo dello spettacolo, la scena viene “invasa” da un enorme orsacchiotto di peluche che simboleggia la stanza dei bambini, ma anche – per contrasto – l’incombere su Maria di una situazione (quella della nuova vita nella casa della zia/madre) che non le è congeniale.  Non è un caso, forse, che, nel...

Dal mito alla cronaca

Immagine
È stata presentato ieri al Teatro San Giorgio di Bergamo l’ultima produzione del Teatro Prova: Iliade. Così io piango te .  Si tratta di un testo di Silvia Barbieri e Oreste Castagna che, partendo dal mito omerico, arriva, d’un balzo, ai giorni nostri per raccontare la Guerra.  Una Guerra con la lettera “G” maiuscola: una Guerra esaltata, glorificata, che rende il guerriero un Eroe. Una guerra che i Greci combattevano in campo aperto o sotto le mura di Ilio e che i guerrieri di oggi combattono in tanti modi diversi.  Sì, perché la guerra, oggi, si è fatta quotidiana, anzi, è il quotidiano.  La violenza, la guerra, si è insinuata in tutte le azioni umane e, al pari di una droga, ne è diventata il motore primo. Uno spettacolo coraggioso quello di Barbieri e Castagna che, senza alcuna retorica, affronta temi difficili e poco frequentati dal teatro contemporaneo italiano, rivolgendosi, innanzitutto, a una platea di giovani (e il Teatro San Giorgio, ieri, ne ...