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Visualizzazione dei post con l'etichetta Franca Nuti

Il forte incubo del passato

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Iperrealismo all’americana (l’azione è trasportata ai giorni nostri).  Simbolismo che dovrebbe fare a pugni con il realismo, e – ben presente – dimensione onirica.  L’incubo che si fa presenza spettrale, tali sono gli Spettri del regista Cesare Lievi .
 La dimensione iperrealista è data dalla splendida scena di Csaba Antal che riproduce un ampio angolo del salotto buono di casa Alving, un soggiorno che, grazie all’imponente vetrata-parete, affaccia sul parco rigoglioso.  Fuori piove: una pioggia fitta ed incessante.  Il simbolismo è dato, di nuovo, dalla scena (che si può ben dire che “parli”, essendo il segno forte di questo spettacolo): il soffitto dell’ambiente ricorda troppo da vicino un’enorme ragnatela, perché il tutto non sia letto come simbolo di una situazione vissuta dai personaggi, ovvero quella di essere prigionieri del proprio e altrui passato.  In Spettri di Ibsen , infatti, uno degli assunti forti è quello che “Le colpe dei padri ricadono sui f...

La brocca rotta

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Il primo (e forse unico) segno forte di questa versione de La brocca rotta di Heinrich von Kleist è la scena disegnata da Maurizio Balò : un angolo di una stanza con una finestra enorme; il pavimento fortemente inclinato verso l’alto, il tutto incorniciato da un quadro scenico posto in sghimbescio. Il risultato è straniante: gli spettatori vedono gli attori continuamente salire e scendere per il palcoscenico.  Forse il meccanismo allude alla fatica che si fa per recuperare la verità di una vicenda apparentemente banale, ma che ne nasconde altre di maggiore spessore: ovvero l’indagine su chi abbia rotto, realmente , la brocca del titolo porta lontano, fino ai meccanismi che regolano la vita civile che si scoprono non proprio oliati a dovere…  Ovviamente, la brocca rotta, ed è allusione palese, rimanda alla verginità violata della figlia della proprietaria della brocca che sporge denuncia per danni contro il promesso sposo della figlia, colpevole, a suo avviso, di ...