La fede che uccide
Corpo di stato di Marco Baliani è un testo spigoloso, i cui angoli acuminati rischiano di tagliare un corpo sociale (il nostro) ancora sanguinolento per le ferite infertegli, nel corso degli Anni Settanta, dal brigatismo rosso e dallo stragismo nero. Il testo, infatti, rievoca, attraverso il racconto di un uomo qualunque (l’Autore), il clima di quegli anni, l’ansia e il terrore che chiunque poteva provare durante gli Anni di Piombo. Il titolo Corpo di stato rimanda sia ai corpi martoriati di Aldo Moro (ucciso dalle BR) e di Peppino Impastato (ucciso dalla mafia lo stesso giorno in cui fu assassinato lo statista), sia al vero e proprio colpo di stato così come, pronunciato in romanesco al mercato rionale, risulta foneticamente (ovvero dal colpo al corpo ). Lo spettacolo presentato ieri al pubblico bergamasco riunitosi al Teatro Donizetti ha visto in scena Baliani raccontare di sé. L’attore non ha, infatti, frapposto tra sé e gli spettatori nessuna “membrana” di ...





