Hitler racconta la Germania di oggi




Lui è tornato di Timur Vermes edito in Italia da Bompiani disegna lo scenario che si potrebbe realizzare qualora Adolf Hitler (ri)vivesse nella Germania di oggi (in quella del 2011 per il romanzo).

Il quadro disegnato da Vermes, pur creando qua e là degli effetti comici, ha, nel lettore sensibile, un effetto indubbiamente inquietante.

Infatti, la sensazione generale che si ha leggendo il romanzo, è che, pur essendo le condizioni economiche della Germania radicalmente mutate rispetto a quelle degli anni che videro l’ascesa e l’affermazione di Hitler, l’atteggiamento mentale dei tedeschi e la loro visione rispetto ad alcune “questioni” paiono non essere cambiate di molto.


Ad esempio, lo stesso personaggio-Hitler, a un certo punto della sua “analisi in soggettiva” della Germania di oggi, a proposito della “questione razziale” si spinge a dire che, ancora oggi, non pare che il sangue delle diverse etnie che vivono nello Stato si sia mescolato, intendendo con ciò esaltare “l’arianesimo” e il razzismo del popolo tedesco.


E ciò, unito al fatto che, più di una volta, si sottolinea come l’ascesa e l’affermazione di Hitler sia stata il frutto della volontà popolare, non solo inquieta, ma fa riflettere: dato - come detto - che la mentalità del popolo tedesco non pare essere mutata di molto rispetto a quella degli Anni Trenta, cosa succederebbe davvero se un nuovo Hitler si presentasse sulla scena politica tedesca?


Ad ogni buon conto, la lettura del romanzo è istruttiva per più di una ragione, non ultima il fatto di poter apprendere diversi particolari relativi alla biografia di Hitler leggendo un testo scritto con toni volutamente “lievi”.

E “lieve” è anche il tono che l’autore mantiene nelle note che corredano il romanzo, nelle quali illustra al lettore certi particolari della vita, del “pensiero” e dell’opera del dittatore.


Un romanzo, dunque, di cui si consiglia la lettura, non con l’intento di svagarsi, ma con quello di apprendere.


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