Il Caino di Camilleri



Andrea Camilleri avrebbe dovuto esordire con il suo Autodifesa di Caino alle Terme di Caracalla il 15 luglio del 2019, ma le condizioni di salute del Maestro peggiorarono al punto che il 17 spirò.

Sellerio, l’editore principale di Camilleri, ha pubblicato postumo il testo nel 2019 stesso.


Si tratta di un monologo nel quale Camilleri assume la voce di Caino e ne pronuncia parole di autodifesa (come da titolo), chiedendo al pubblico di ascoltare i fatti come si sono svolti e di giudicare secondo coscienza.


Caino parte ab ovo, ossia, letteralmente, da Adamo ed Eva e, tra l’altro, dichiara che sia lui, sia il fratello Abele, non sono figli di Adamo, ma lui del “serpente” (ossia un angelo caduto di nome Alialel), mentre Abele dell’Arcangelo Stefano.

Tale fatto, però, sottolinea Caino, non deve far supporre che i due fratelli fossero, in qualche modo, predestinati l’uno a compiere il Male e l’altro il Bene, perché l’uno figlio di un diavolo e l’altro di un Arcangelo.

No, Caino dichiara apertamente che lui non ha creato il Male: ma ha solo tramutato in atto ciò che era in potenza, tra l’altro difendendosi dalle intenzioni omicide di Abele.

La differenza tra lui e Abele, però - e a rinfacciarglielo è Dio in persona - è che Abele ha scelto di non ucciderlo.

In altre parole, la predestinazione non esiste: si può sempre scegliere.


Caino viene condannato a vagare ramingo per sempre e il racconto che Camilleri fa della vita errabonda del suo personaggio descrive un uomo creatore di civiltà e della musica…


Il testo di Camilleri è delizioso e pieno di leggera ironia.

In esso il Maestro cita anche interi brani dei Premi Nobel Elie Wiesel e Dario Fo e nomina anche alcuni degli scrittori che prima di lui si sono occupati di ricostruire la vicenda, come Herman Hesse e José Saramago.



Se ne consiglia vivamente la lettura.


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