Ci sono film che è un piacere rivedere ogni volta che se ne presenti l’occasione, perché sono dei veri capolavori. Uno di tali pellicole è Assassinio sull’Orient Express di Sidney Lumet . Tratto dall'omonimo romanzo di Agatha Christie (pubblicato prima a puntate nel 1933 e, poi, in volume l’anno seguente), il film di Lumet (uscito nel 1974) si apre con un antefatto ambientato nel 1930 e ispirato alla Christie da un fatto realmente accaduto: il rapimento e l’assassinio del piccolo figlio dell’aviatore Charles Lindbergh (nel romanzo e nel film chiamato Armstrong e padre di una bimba). L’antefatto è mostrato al pubblico parte in bianco e nero e parte con colori seppiati e ha i ritmi di un reportage giornalistico. Terminato l’antefatto, l’azione si sposta nel 1935 e la fotografia prende i colori “naturali”. Il racconto dell’omicidio si snoda con ritmi che sembrano calmi e composti (molto “British”): in realtà, la regia di Lumet “gioca” sui contrasti, percepit...
Hermann Hesse Sono tanti gli scrittori che, anche in passato, si sono fatti fotografare completamente nudi . Ciò potrebbe sorprendere, specie se si pensa che molti degli scrittori di cui si parla erano assai famosi quando decisero di mettersi in posa senza veli. Ovvero, le loro fotografie nature non erano mosse pubblicitarie atte a renderli celebri (magari con uno scandaletto montato ad arte), ma erano scatti a persone celebri che accettavano (o chiedevano) di essere immortalate nude. Gabriele D'Annunzio Non è, ovviamente, possibile indagare le motivazioni che portarono ognuno di tali scrittori a scegliere di posare nudo. Vale la pena, però, riflettere che, probabilmente, nessun altro artista come uno scrittore (e con il termine si intende indicare anche il poeta) è abituato a mostrare se stesso al proprio pubblico di lettori . Abituato, se grande scrittore, a mettere a nudo la propria anima . Abituato, se sincero, a dare corpo alle emozioni . ...
La voce del padrone di Stanisław Lem è un romanzo con una cornice fantascientifica e uno svolgimento politico-filosofico. Lem, infatti, immaginando come verrebbe accolto un messaggio proveniente da una civiltà galattica molto più progredita della nostra, mette in evidenza tutti i limiti e le magagne della nostra cultura e, soprattutto, della politica. Il romanzo finge di essere un’autobiografia scritta dal matematico Hogarth che, anni prima, ha fatto parte del board del Progetto denominato la Voce del padrone con il quale un gruppo consistente di scienziati di varie discipline ha tentato di decifrare una lettera proveniente da una progreditissima civiltà galattica. Il segnale alieno è stato captato per puro caso e, ancora più casualmente, si è scoperto che esso conteneva in sé un messaggio. L’io narrante dichiara fin dall’inizio che i tentativi di decifrazione sono miseramente falliti e il suo racconto altro non è che la spiegazione del perché si è deciso di rinunciare all’impresa di...
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