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Povero diavolo o farabutto

Grande, grandissimo Silvio Orlando !  Lo si afferma uscendo da teatro dopo averlo visto recitare in Questi fantasmi! di Eduardo De Filippo per la regia sapiente e discreta di Armando Pugliese .  Silvio Orlando, noto e apprezzato attore cinematografico, interprete squisito di film come Il portaborse; Palombella rossa; Sud; La stanza del figlio... , in Questi fantasmi! ha dato una magnifica prova della sua arte.  Una prova che risulta ancora più vincente se si pensa che recitare in un testo del grande Eduardo vuol dire, inevitabilmente, mettersi a confronto con il Maestro.  Orlando la prova la supera a pieni voti: vedendolo recitare non si sente neppure per un istante la mancanza di Eduardo in scena.  La recitazione di Orlando non tenta mai di fare il verso a Eduardo, ma resta la recitazione di Orlando così come abbiamo avuto modo di apprezzare al cinema.  Il Pasquale Lojacono di Orlando è un uomo che assume un'indeterminatezza e un'ambiguità marcata: ...

Voci limpide per Cavalleria rusticana

A volte bastano poche parole per riferire un successo: il cast di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni presentato al Teatro Donizetti di Bergamo venerdì 1 dicembre era composto da cantanti che non solo hanno il dono di possedere delle belle voci limpide, ma sono anche degli attori.  Le voci limpide e la dizione pulita hanno permesso agli spettatori di seguire le parole del libretto di Guido Menasci e Giovanni Targioni-Tozzetti senza bisogno di leggerle, ma semplicemente ascoltandole (un’azione che dovrebbe essere usuale e scontata, ma purtroppo non è). A emergere nel cast sono stati sicuramente i due protagonisti: il sud-coreano Park Sung Kyu e Anna Malavasi , entrambi cantanti dal sicuro futuro.  Al loro fianco i bravi Giuseppe Pizzicato, Daniela Innamorati e Gabriella Bosco .  Il pubblico ha apprezzato le loro esibizioni e ha ripetutamente applaudito a scena aperta e, al calar del sipario sull’atto unico, ha tributato agli interpreti il giusto, doveroso omag...

Se Babbo Natale non ti rispetta

Matteo B. Bianchi si presenta in libreria con un raccontino (il diminutivo è per la lunghezza e non per il valore) edito da Playground dal titolo “natalizio” Tu Cher dalle stelle .  Si tratta di un’operina davvero deliziosa che si legge in un fiato e muove al sorriso e, a tratti, alla commozione, ma, soprattutto, muove alla riflessione. Matteo B. Bianchi, infatti, parte da un fatto comune e mette in rilievo alcune differenze, alcune imposizioni sociali che poco hanno a che vedere con l’innocenza dell’infanzia. Luca, il piccolo protagonista del racconto, infatti, si trova a dover scrivere malvolentieri a Babbo Natale quello che desidera, in quanto ha qualche perplessità dovute al fatto che, nei due anni precedenti, Babbo Natale non gli ha portato quello che lui aveva richiesto.  Il motivo è semplice: le richieste di Luca non collimano con le aspettative che il mondo adulto ha nei suoi confronti, aspettative basate su un’interpretazione standardizzata e limitativa del...

Quando Gabriele smaniava per Tamara

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Un agile volume edito da ES racconta nei dettagli il secondo incontro al Vittoriale degli italiani tra Gabriele D’Annunzio e Tamara De Lempicka .  Tamara era già stata una prima volta al Vittoriale per conoscere il Vate, ma ne era fuggita nottetempo, per motivi che sono rimasti ignoti (almeno finora).  Il secondo soggiorno di Tamara al Vittoriale, invece, è documentato grazie al racconto che ne fece Aélis Mazoyer nel suo diario.  La Mazoyer era, per D’Annunzio, ben più di una governante: era una confidente, ma soprattutto, era l’amante esperta in fellatio, e, infine, all’occorrenza, era la mezzana che procurava nuove amanti al Comandante. È grazie alle sue pagine vergate quotidianamente che emergono particolari piccanti della vita intima del poeta. Nello specifico, l’incontro tra il Comandante e la Polacca (tali gli appellativi con cui la Mazoyer identifica Gabriele e Tamara) è raccontato con viva partecipazione: la Mazoyer parteggia per il suo padrone,...

Tamara perversa e sensuale

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A Palazzo Reale di Milano, fino al 14 gennaio 2007, è possibile visitare la mostra dedicata alla grande Tamara De Lempicka (Varsavia 1898 – Cuernavaca 1980). La curatrice Gioia Mori ha selezionato 60 dipinti (scegliendo quelli forse più belli e famosi dell’artista) e 10 disegni e ha diviso il materiale in 12 sezioni, dando, in tal modo, una panoramica esaustiva dell’attività pittorica di Tamara. Ma chi era Tamara De Lempicka? Era una delle donne più affascinanti degli anni Venti e Trenta del Novecento; una di quelle donne del jet set in grado di dettare il gusto. Era un’artista dell’Art Déco tra le più importanti, se non la più importante in assoluto. Ma, soprattutto, Tamara era una pittrice perversa e sensuale. Una pittrice in grado di fissare sulle sue tele gli sguardi e gli atteggiamenti conturbanti di una nobiltà snob ed equivoca, amante della vita e dei piaceri (anche di quelli proibiti). Una pittrice le cui donne (contesse, marchesi e duchesse) assumono pose da lascive pro...

Sviene o si addormenta?

Ieri sera è andata in scena al Teatro Donizetti di Bergamo una brutta versione dell’ Anna Bolena di Felice Romani e Gaetano Donizetti .  A dirigerla il Maestro Fabrizio Maria Carminati , fischiato dal pubblico della prima.  Nel ruolo del titolo Dimitra Theodossiou che, nonostante non abbia convinto pienamente, è stata, invece, applaudita dal pubblico.  Si tace, per ritegno, sugli altri interpreti dell’opera e si passa con decisione a parlare della regia di Francesco Esposito .  Si tratta, forse, di una delle peggiori realizzazioni spettacolari che mi sia mai stato dato di vedere (e assicuro che a teatro sono andato spesso).  Si sospetta che Esposito, nella sua vita, avrebbe, forse, voluto fare il fotografo e non il regista teatrale: mai visto uno spettacolo dove gli interpreti raggiungono la fissità della morte.  Praticamente, se si fosse potuti – a mo’ di videoregistratore – procedere con “l’avanti veloce”, gli interpreti e il coro sarebbero sembrati ...

La rossa pazzia di Lucia

Trionfo per la prima di Lucia di Lammermoor di Cammarano e Donizetti diretta da Antonino Fogliani per la regia di Francesco Esposito al Teatro Donizetti di Bergamo.  Nel ruolo della protagonista una assai brava Désirée Rancatore che ha saputo rendere pienamente la delicatezza mentale e fisica di Lucia che, a causa di un amore infelice, impazzisce.  La trama della Lucia di Lammermoor è nota e non brilla per originalità: un amore contrastato per ragioni politiche conduce alla tragedia: lei (Lucia) impazzisce e lui (Edgardo) si suicida.  Ciò che forse va sottolineato è il modo impiegato da Donizetti per rendere la pazzia di Lucia: l’uso di una musica delicata.  Lucia, infatti, sente «un’armonia celeste» e Donizetti tenta riprodurla nello spartito.  E, va detto, il quadro della pazzia di Lucia è quello meglio riuscito dello spettacolo: il regista ha voluto che Lucia entrasse in scena scendendo i bianchi gradini di una ripida scala.  Ella è di bianco v...