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La scomparsa di Giuseppe Pontiggia

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E' morto lo scrittore Giuseppe Pontiggia (ANSA) - ROMA, 27 GIU - Lo scrittore Giuseppe Pontiggia è morto nella sua casa di Milano. Era nato a Como nel 1934. Nel 1989 aveva vinto il premio Strega con ''La grande sera''. Tra le sue opere più note ''L'arte della fuga'' (1968) e ''Nati due volte'', vincitore del Campiello nel 2001 e da cui il regista Gianni Amelio stava preparando un film. 2003-06-27 - 11:35:00 © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati __________ Ho avuto la fortuna di poter presentare il romanzo Nati due volte a Bergamo alla presenza dell'autore. In quell'occasione ho scritto due recensioni del romanzo e ho avuto modo di apprezzare Giuseppe Pontiggia non solo come grande scrittore, ma anche come persona disponibile, cortese: un Signore con la S maiuscola. Di lui ho conservato una lettera che mi ha scritto dopo aver letto una delle mie recensioni al suo libro. Di seguito riproduco sia la letter...

Un poetico "Messaggero muto"

Messaggero muto . Coreografia: Virgilio Sieni .  Con: Virgilio Sieni, Marina Giovannini, Luisa Cortesi, Erika Faccini, Samuele Cardini, Michele Simonetti. Compagnia Virgilio Sieni Danza.  All’Auditorium di Piazza della Libertà di Bergamo il 22 giugno 2003 all’interno del Festival di Teatro e handicap “Non voglio perdere la maraviglia”. Il messaggero muto del titolo appare fisso sotto la luce fioca di una lampadina con la bocca spalancata nell’atto di voler urlare (ma da quella bocca, però, non esce un solo suono).  Ecco che Sieni, da subito, a inizio di spettacolo, ribalta la visione comune del danzatore: per lui il danzatore non è quell’artista che piroetta e assume pose plastiche e belle; no, per lui il danzatore è un messaggero muto: resta fisso in una posizione sgraziata e non parla, anche se vorrebbe urlare. Come non bastasse questo inizio, l’intero spettacolo si “scaglia” proprio contro l’idea che comunemente si ha del danzatore e ciò “costringe” la compagnia ...

Un testo che ha ancora molto da dire

Anima nera in Tutto il teatro di Giuseppe Patroni Griffi , Mondadori, edito nel 1999 a cura di Paolo Bosisio (dalla pag. 113 alla pag. 167). Si tratta di un testo portato sulle scene da De Lullo, regista della Compagnia dei Giovani (un pezzo di storia del Teatro) nella stagione di prosa 1959/60.  Letto oggi, conserva ancora una notevole modernità, al di là di certe "sfumature" linguistiche datate e di un finale un po' troppo dolciastro e irreale, forse già per quei tempi.  Protagonista della pièce (l'anima nera del titolo) è Adriano "un giovane sulla trentina, veramente bello: è italiano dal più piccolo lineamento del viso fino ai peli" (cito dalla didascalia iniaziale). Adriano ha conosciuto una ragazzina di buona famiglia e, innamoratissimo, l'ha subito sposata.  Adriano, però, nasconde un passato che si ripresenta imperioso alla porta di casa subito dopo il viaggio di nozze: arriva, infatti, a Roma, da Torino, la sorella di un s...

Un romanzo 'datato'

Ho letto Il mondo senza di me di Marco Mancassola mosso dal ricordo del di lui racconto Luca tende la mano compreso nell'antologia Men on men (Mondadori), che considero uno dei migliori dell'antologia stesa. Forse il ricordo del racconto non ha giovato al romanzo: ho avuto una delusione, in quanto, a mio avviso, così come il racconto è innovativo, il romanzo rivela essere "stanco" e piuttosto datato; mancante di un'idea "forte".  Inoltre, la netta divisione in due (nella prima parte si racconta la storia di Ale; nella seconda quella di Ettore) dà una sgradevole sensazione di non finito: sia la prima parte, sia la seconda, non sono concluse e ci si chiede il perché l'autore abbia voluto raccontare prima la storia dell'eterosessuale Ale e, poi, quella dell'omosessuale Ettore senza dare mai un finale (anche "aperto", ma finale).  Entrambe le storie parlano di un ragazzo che si sente inadeguato di fronte alla vita e...