L'odio rende inumani


Ospiti di Ayelet Gundar-Goshen edito in Italia da Neri Pozza è un romanzo strepitoso in cui si mostra come l’odio renda inumani tutti coloro che vi affogano sia consapevolmente, sia inconsapevolmente.

La trama prende avvio con una scena in cui una distrazione diventa una tragedia fatale: un martello viene incautamente lasciato su una balaustra di un balcone in ristrutturazione; un neonato sfugge al controllo della madre; un ragazzo viene preso in pieno da un martello in caduta da un terrazzo e muore; un operaio arabo viene arrestato dalla polizia di Israele con l’accusa di essere un terrorista e di aver colpito intenzionalmente il ragazzo ebreo con il martello.

Falso.


Una storia corale di cui non si racconta niente altro, perché si lascia al lettore il gusto della scoperta.

Una storia che si dipana principalmente tra Israele e la Nigeria e viene raccontata per mezzo di brevi capitoli in cui non cala mai la tensione e nei quali i personaggi principali vengono presentati sia nel loro presente, sia nel loro passato.


Una storia che racconta come l’odio generato dal razzismo, dal neocolonialismo e dai pregiudizi abbia reso inumani i popoli, tutti i popoli, sia quelli che si impongono con le loro azioni imperialiste, sia quelli che soccombono e cercano un riscatto.


L’odio, sembra dire il romanzo, corrode le anime, le divora come un fuoco che può covare sotto le ceneri per anni, per poi avvampare all’improvviso.

Una vampata che toglie lucidità e, in qualche modo, deresponsabilizza: nessuno di sente responsabile dei torti che fa; ma tutti si sentono legittimati a rispondere all’odio con altro odio, in una spirale negativa che risucchia nel Male come un mulinello.


Un Male che, a volte, però non si ha il coraggio di attuare fino alle estreme conseguenze…

Ma basta averlo pensato, quel Male, per rendere le persone inumane; come basta anche solo aver rimandato di qualche giorno di fare la cosa giusta, per essere, ormai, compromessi.


In definitiva, il romanzo sembra voler dire che “Occhio per occhio, dente per dente” non è una soluzione sostenibile, né nell’immediato, né nel lungo periodo.

Una lettura coinvolgente e scorrevole, quella di Ospiti, che si consiglia vivamente.


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