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Come si trasforma il Poliuto in una pagliacciata

Come si trasforma il Poliuto di Gaetano Donizetti e Salvatore Cammarano in una terribile pagliacciata? Prendete Marco Spada e affidategli la regia. Affiancategli Alessandro Ciammarughi per le scene e i costumi e siete già a buon punto: al resto penseranno loro.  Infatti, stanchi del “marionettistico […] apparato vetero romano che il libretto propone” (parole del regista) essi penseranno di ringiovanire l’aspetto visivo dello spettacolo allestendo una scena che definire bislacca è un simpatico eufemismo. In un cubo dal sapore Anni Novanta del Novecento (nel quale qui e là compaiono teche in plexiglass) i cantanti vengono fatti muovere con indosso chi vestiti e uniformi che richiamano il periodo della Seconda Guerra Mondiale (ma a uno spettatore hanno fatto venire in mente le Guardie forestali); chi armature dell’Impero Romano. Se il guazzabuglio già lascia perplessi così da solo, sconcerta se messo in relazione con il plot narrativo del Poliuto che, ambientato nel periodo i...

Tutto il popol sorgerà

Un grande contenitore neutro, ma suggestivo, accoglie il  Marino Faliero di Gaetano   Donizetti diretto dal Maestro Bruno Cinquegrani .  Una scena in cui le geometrie sono sia costruite, sia disegnate da tratti di colore e di luce.  Un ambiente unico per tutta l'opera, ma capace, con semplici aggiustamenti, di alludere a luoghi differenti (ovvero, di volta in volta, l'Arsenale di Venezia, il Palazzo Ducale, un palazzo nobiliare, una piazza...). Segno forte, dunque, la scenografia disegnata da Alessandro Ciammarughi che è stata giustamente esaltata dal regista Marco Spada fin dall'apertura di sipario sull'Arsenale di Venezia.  Un quadro affascinante che ha posto l'accento sul fatto che, nella messinscena del Teatro Donizetti, il Marino Faliero si sarebbe fatto un'opera corale , con il popolo, più che i protagonisti, al centro della scena (più di una volta non solo metaforicamente, ma anche materialmente).  Un popolo stanco dei soprusi degli aristo...