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Senza infamia e senza lode

A volte il gusto antiquario della riscoperta/riesumazione di opere liriche pressoché dimenticate non produce gli effetti sperati: la valorizzazione presso il pubblico di dette opere.  Ciò può darsi per una serie di ragioni, come, ad esempio, la sordità degli spettatori; oppure una cattiva realizzazione scenica; o anche perché le opere riesumate non valgono lo sforzo.  È il caso delle due operine presentate ieri al Teatro Donizetti di Bergamo nell'ambito del Bergamo Musica Festival: ossia Amor ingegnoso di Simone Mayr e Il campanello di Gaetano Donizetti .  Due operine che torneranno presto nei bauli di qualche direttore d'orchestra e di qualche irriducibile studioso e/o appassionato.  L'oblio che il destino ha riservato a tali opere, infatti, sembra davvero meritato.  Non che la loro melodia sia sgradevole, ma davvero esse lasciano il tempo che trovano: come dire che si tratta di opere senza infamia e senza lode. A tentare l'operazione di rivalutazione d...

Un Don Giovanni tutto italiano

Il mito di Don Giovanni ha radici antiche e stratificate.  Una prima sistemazione letteraria del mito si deve allo spagnolo Tirso de Molina che nel 1630 presentò El burlador de Sevilla .  Seguirono una serie di spettacoli che si rifecero al testo dello spagnolo.  La Commedia dell’Arte italiana – con i suoi canovacci e gli spettacoli all’Improvvisa – contribuì a diffondere il mito in tutta Europa.  Ad essa molto deve Molière autore di un Le festin de Pierre , pièce nella quale Don Juan si accompagna a Sganarello (che sostituisce l’Arlecchino dei Don Giovanni della Commedia italiana).  Nel 1669 il mito fece la sua comparsa sulle scene del teatro musicale con L’empio punito di Pippo Acciaiuoli e Alessandro Melani.  Seguirono molti altri spettacoli, fino a quel 29 ottobre del 1787 quando, a Praga, Lorenzo Da Ponte e Wolfgang Amadeus Mozart presentarono il loro Il Dissoluto punito o Don Giovanni .  Non tutti sanno, però, che in quello stesso 1787, ma a...