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Il ritorno

Il ritorno di Sergio Pierattini è, tutto sommato, un testo ben riuscito: due dei quattro personaggi non sono del tutto convincenti, ma, nel complesso, il testo regge.  I due personaggi un po' carenti sono il padre e la figlia, le cui motivazioni o non sono del tutto sviscerate (nel caso delle figlia) o paiono un po' labili (nel caso del padre).  Ma a fronte di tali personaggi, ve ne sono due davvero ben riusciti: la madre e il figlio.  Il conflitto che generano e vivono dà loro l'opportunità di spiegare le motivazioni del loro agire e delle loro reazioni agli avvenimenti (al contrario di quanto accade agli altri due personaggi penalizzati da una certa staticità). Il lavoro di Pierattini è stato portato in scena da Veronica Cruciani che, oltre a firmare la regia dello spettacolo, ha anche assunto il ruolo della figlia.  La sua è stata una regia sobria, tutta attenta a illuminare le ragioni dei personaggi.  Ma, forse perché impegnata a dirigere gli altri attori...

La città degli uomini soli

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È davvero un bel romanzo La città degli uomini soli di Marco Innocenti edito da Dario Flaccovio Editore.  Ambientato in un futuro indefinito che assomiglia in modo preoccupante al nostro presente, narra le vicende di un single in una città-stato (dal nome eloquente di Mediterranea) nella quale potere politico e potere religioso concordano nel considerare la famiglia formata da una coppia eterosessuale l'unica scelta di vita possibile e danno la caccia agli irregolari che non si adeguano alla norma.

Svet

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Ferocemente antimilitarista e cristiano Lev Tolstoj ha rappresentato in una pièce fortemente autobiografica le sue idee.  Svet è il titolo di tale lavoro e in esso l'autore russo mette in scena cosa succede a volere seguire alla lettera un'idea, ovvero voler seguire letteralmente quanto scritto nel Vangelo . Il protagonista della pièce, infatti, innamoratosi del dettato evangelico, decide di mettere in pratica gli insegnamenti del Cristo, non interpretandoli, né seguendo le interpretazioni che di quegli insegnamenti ha dato la Chiesa.  Nato ricco, vuole spogliarsi dei suoi averi e aiutare gli altri, specie i contadini ridotti alla fame da un sistema sociale fortemente gerarchizzato e schiavista.  Inutile dire che si troverà a dover lottare contro le Istituzioni e contro la propria famiglia: non si deve, né si può andare contro i Poteri costituiti, tale è la realtà. A portare sulle scene tale lavoro di Tolstoj ci ha pensato il regista Marco Sciaccaluga con un gruppo di...

Il ramo d'acacia

Il ramo d'acacia di Enrico Proserpio edito da Lulu è un romanzo di formazione.  Ambientato nel Fascismo, racconta del viaggio del giovane massone Ettore nella conoscenza: un viaggio sia reale (da Firenze a Parigi), sia simbolico (dall'inferno e ritorno). Ettore, alla fine del suo personalissimo percorso iniziatico, potrà dirsi un uomo giusto, un uomo che, seppur spinto da sentimenti di vendetta, di fronte al suo nemico saprà compiere la scelta più opportuna per sé e per gli altri. Si è detto che il protagonista è un massone (l'acacia del titolo è la pianta sacra della Massoneria) . L'ambientazione nel ventennio fascista, allora, non è di secondaria importanza: Mussolini, infatti, perseguitò gli appartenenti alla Massoneria, considerandoli pericolosi nemici del Fascismo anche in ragione del loro credo nella democrazia. Ettore, giovane massone, suo malgrado diventa il protagonista di un "intrigo internazionale": testimone oculare di un duplice omicidio, sca...

Non è permesso essere vecchi

Già a inizio di secolo scorso essere vecchi poteva essere un problema: il mito della giovinezza andava, infatti, imponendosi.  Essere giovani era già un dovere cui non ci si poteva sottrarre.  Italo Svevo , attento lettore della società, ne aveva capito il dramma e ne ha scritto un'opera teatrale: La rigenerazione .  Nel testo, un 76enne (per l'epoca un vecchio senza ombra di dubbio, oggi sarebbe appena un anziano) decide di farsi operare per poter guadagnare qualche anno di giovinezza (vigore sessuale compreso). Svevo tratta l'argomento con una certa leggerezza, anche se, qui e là, fa cadere qualche domanda cui non dà risposta: ad esempio, si chiede, se sia giusto che un giovane muoia per una malattia degenerativa mentre, invece, a un vecchio è concesso di tornare giovane. A interpretare il pimpante vecchietto ci ha pensato Gianrico Tedeschi (in splendida forma fisica). Tedeschi ha saputo dare un giusto ritmo da commedia alla pièce , ritmo che è piaciuto molto agli sp...

L'amore infelice di Leonardo

"Vi amo troppo e voi mi amate pochissimo" tale è la considerazione che Leonardo rivolge a Giacinta, sua futura sposa al calar del sipario sul primo tempo della Trilogia della Villeggiatura di Carlo Goldoni per la regia di Toni Servillo .  Una frase che dà la dimensione della tragedia personale di Leonardo: è consapevole di amare una ragazza che non lo ama, ma è spinto dall'amore che prova per lei a sposarla e a esserne geloso. La regia di Servillo, infatti, mette in rilievo proprio l'amore infelice di Leonardo.  Lo fa mettendo in posizione di preminenza (il calar del sipario) la battuta riportata e lo fa dando una rilevanza assoluta alla fisicità: a differenza di quanto si è soliti vedere nelle commedie goldoniane, infatti, gli attori della compagnia di Servillo si toccano, si abbracciano o si tengono a distanza.  Giacinta accarezza (sensualmente) l'uomo di cui è innamorata (Guglielmo) e tiene a debita distanza l'uomo che diventerà suo marito.  Il corpo ...

A lezione su Amleto da Lella Costa

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Molte attrici si sono cimentate en travesti con il ruolo di Amleto.  Quella forse più famosa fu Sarah Bernhardt.  Amleto, infatti, è un ruolo che affascina attori e attrici per la complessità del personaggio, per la sua modernità, per la possibilità di recitare mentre si sta recitando (infatti il personaggio recita la follia per portare a termine la vendetta nei confronti dello zio). Lella Costa in Amleto (di Lella Costa, Giorgio Gallione e Massimo Cirri) per la regia di Giorgio Gallione , presentato ieri al Teatro Donizetti di Bergamo, interpreta il personaggio del titolo e tutti gli altri.  L'affermazione va specificata: Lella Costa non porta sul palcoscenico (un palco inclinato con al centro un vistoso cratere) l' Amleto di Shakespeare calandosi in tutti i personaggi: lo spiega e ciò facendo, interpreta i diversi ruoli (alcune battute significative, non tutto il testo, ovviamente).  Ma pur limitando lo spazio concesso ai vari personaggi, la Costa li carat...