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Paola superstar

Servono davvero poche parole per invitare alla visione dello spettacolo Gli ultimi saranno ultimi con Paola Cortellesi : lei è bravissima e il testo di Massimiliano Bruno ne mette in luce le qualità.  Bella anche la regia di Giampiero Solari e Furio Andreotti : discreta e incisiva allo stesso tempo.  Che dire di più? Non resta che specificare che, del testo, la Cortellesi interpreta tutti i personaggi, caratterizzando ognuno di loro con una parlata dialettale differente (un espediente un po' abusato in casi del genere, ma efficace quando gestito bene).  Ovviamente la Cortellesi non si limita ai personaggi femminili, ma interpreta anche quelli maschili (forse con minore convinzione, in quanto rischia la macchietta. Ma, forse, è il personaggio così come è uscito dalla penna dell'autore a essere macchiettistico...).  Assolutamente convincente nel ruolo del viado Manuela: sensuale e cinico.  Da brividi, infine, nel ruolo della partoriente neo-disoccupata che mi...

Povero diavolo o farabutto

Grande, grandissimo Silvio Orlando !  Lo si afferma uscendo da teatro dopo averlo visto recitare in Questi fantasmi! di Eduardo De Filippo per la regia sapiente e discreta di Armando Pugliese .  Silvio Orlando, noto e apprezzato attore cinematografico, interprete squisito di film come Il portaborse; Palombella rossa; Sud; La stanza del figlio... , in Questi fantasmi! ha dato una magnifica prova della sua arte.  Una prova che risulta ancora più vincente se si pensa che recitare in un testo del grande Eduardo vuol dire, inevitabilmente, mettersi a confronto con il Maestro.  Orlando la prova la supera a pieni voti: vedendolo recitare non si sente neppure per un istante la mancanza di Eduardo in scena.  La recitazione di Orlando non tenta mai di fare il verso a Eduardo, ma resta la recitazione di Orlando così come abbiamo avuto modo di apprezzare al cinema.  Il Pasquale Lojacono di Orlando è un uomo che assume un'indeterminatezza e un'ambiguità marcata: ...

Voci limpide per Cavalleria rusticana

A volte bastano poche parole per riferire un successo: il cast di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni presentato al Teatro Donizetti di Bergamo venerdì 1 dicembre era composto da cantanti che non solo hanno il dono di possedere delle belle voci limpide, ma sono anche degli attori.  Le voci limpide e la dizione pulita hanno permesso agli spettatori di seguire le parole del libretto di Guido Menasci e Giovanni Targioni-Tozzetti senza bisogno di leggerle, ma semplicemente ascoltandole (un’azione che dovrebbe essere usuale e scontata, ma purtroppo non è). A emergere nel cast sono stati sicuramente i due protagonisti: il sud-coreano Park Sung Kyu e Anna Malavasi , entrambi cantanti dal sicuro futuro.  Al loro fianco i bravi Giuseppe Pizzicato, Daniela Innamorati e Gabriella Bosco .  Il pubblico ha apprezzato le loro esibizioni e ha ripetutamente applaudito a scena aperta e, al calar del sipario sull’atto unico, ha tributato agli interpreti il giusto, doveroso omag...

Se Babbo Natale non ti rispetta

Matteo B. Bianchi si presenta in libreria con un raccontino (il diminutivo è per la lunghezza e non per il valore) edito da Playground dal titolo “natalizio” Tu Cher dalle stelle .  Si tratta di un’operina davvero deliziosa che si legge in un fiato e muove al sorriso e, a tratti, alla commozione, ma, soprattutto, muove alla riflessione. Matteo B. Bianchi, infatti, parte da un fatto comune e mette in rilievo alcune differenze, alcune imposizioni sociali che poco hanno a che vedere con l’innocenza dell’infanzia. Luca, il piccolo protagonista del racconto, infatti, si trova a dover scrivere malvolentieri a Babbo Natale quello che desidera, in quanto ha qualche perplessità dovute al fatto che, nei due anni precedenti, Babbo Natale non gli ha portato quello che lui aveva richiesto.  Il motivo è semplice: le richieste di Luca non collimano con le aspettative che il mondo adulto ha nei suoi confronti, aspettative basate su un’interpretazione standardizzata e limitativa del...

Quando Gabriele smaniava per Tamara

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Un agile volume edito da ES racconta nei dettagli il secondo incontro al Vittoriale degli italiani tra Gabriele D’Annunzio e Tamara De Lempicka .  Tamara era già stata una prima volta al Vittoriale per conoscere il Vate, ma ne era fuggita nottetempo, per motivi che sono rimasti ignoti (almeno finora).  Il secondo soggiorno di Tamara al Vittoriale, invece, è documentato grazie al racconto che ne fece Aélis Mazoyer nel suo diario.  La Mazoyer era, per D’Annunzio, ben più di una governante: era una confidente, ma soprattutto, era l’amante esperta in fellatio, e, infine, all’occorrenza, era la mezzana che procurava nuove amanti al Comandante. È grazie alle sue pagine vergate quotidianamente che emergono particolari piccanti della vita intima del poeta. Nello specifico, l’incontro tra il Comandante e la Polacca (tali gli appellativi con cui la Mazoyer identifica Gabriele e Tamara) è raccontato con viva partecipazione: la Mazoyer parteggia per il suo padrone,...

Tamara perversa e sensuale

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A Palazzo Reale di Milano, fino al 14 gennaio 2007, è possibile visitare la mostra dedicata alla grande Tamara De Lempicka (Varsavia 1898 – Cuernavaca 1980). La curatrice Gioia Mori ha selezionato 60 dipinti (scegliendo quelli forse più belli e famosi dell’artista) e 10 disegni e ha diviso il materiale in 12 sezioni, dando, in tal modo, una panoramica esaustiva dell’attività pittorica di Tamara. Ma chi era Tamara De Lempicka? Era una delle donne più affascinanti degli anni Venti e Trenta del Novecento; una di quelle donne del jet set in grado di dettare il gusto. Era un’artista dell’Art Déco tra le più importanti, se non la più importante in assoluto. Ma, soprattutto, Tamara era una pittrice perversa e sensuale. Una pittrice in grado di fissare sulle sue tele gli sguardi e gli atteggiamenti conturbanti di una nobiltà snob ed equivoca, amante della vita e dei piaceri (anche di quelli proibiti). Una pittrice le cui donne (contesse, marchesi e duchesse) assumono pose da lascive pro...

Sviene o si addormenta?

Ieri sera è andata in scena al Teatro Donizetti di Bergamo una brutta versione dell’ Anna Bolena di Felice Romani e Gaetano Donizetti .  A dirigerla il Maestro Fabrizio Maria Carminati , fischiato dal pubblico della prima.  Nel ruolo del titolo Dimitra Theodossiou che, nonostante non abbia convinto pienamente, è stata, invece, applaudita dal pubblico.  Si tace, per ritegno, sugli altri interpreti dell’opera e si passa con decisione a parlare della regia di Francesco Esposito .  Si tratta, forse, di una delle peggiori realizzazioni spettacolari che mi sia mai stato dato di vedere (e assicuro che a teatro sono andato spesso).  Si sospetta che Esposito, nella sua vita, avrebbe, forse, voluto fare il fotografo e non il regista teatrale: mai visto uno spettacolo dove gli interpreti raggiungono la fissità della morte.  Praticamente, se si fosse potuti – a mo’ di videoregistratore – procedere con “l’avanti veloce”, gli interpreti e il coro sarebbero sembrati ...