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Visualizzazione dei post con l'etichetta Giovanni Crippa

Ibsen inutilmente stravolto

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Nora alla prova da Casa di bambola di Henrik Ibsen è un’operazione drammaturgica di cui si fatica a comprendere la necessità.  Forse perché la stanca regia di Luca Ronconi non ha saputo infondere allo spettacolo la forza necessaria a dargli vita e concretezza. Nulla hanno potuto, poi, gli attori, seppure alcuni davvero assai bravi, prima tra tutti Mariangela Melato . No, proprio risulta difficile a chi scrive comprendere perché si sia dovuto intervenire sul testo di Ibsen stravolgendolo.  Ci si interroga, infatti, su quale sia la reale ragione per la quale si sia dovuto fingere che sul palcoscenico si stava provando Casa di bambola .  Forse quella di consentire a Mariangela Melato di interpretare due ruoli?  Forse si voleva mostrare al pubblico una volta in più la bravura dell’interprete?  Se la risposta a tali domande fosse affermativa, sarebbero davvero ragioni inadeguate e, per giunta, dall’esito poco felice: seppure, infatti, non si possa negare...

Il gioco del doppio

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La storia dei due gemelli scritta da Carlo Goldoni è nota e narra delle vicende d'amor litigarello che nascono e si sviluppano a causa della contemporanea presenza in Verona dei due gemelli Bisognosi: Zanetto, bergamasco e sciocco, e Tonino, veneziano e savio.  Il tema dei gemelli causa di qui pro quo ha radici antiche ben piantate nel teatro della classicità greco-latina, ma la storia, gestita da Goldoni, prende una piega insolita sul finale: non è, infatti, quella di Goldoni, commedia spensierata, ma è quasi dramma ottocentesco con un happy end che lascia l'amaro in bocca.  Si ricorderà, infatti, come il razionalista Goldoni - che aveva cambiato il ruolo delle Maschere nel suo teatro, sgrossandole e avvicinandole all'Uomo, al Personaggio - avesse risolto di chiudere la sua commedia, evitando di fare incontrare i due gemelli, ma eliminandone fisicamente uno dalla scena, facendolo morire avvelenato.  I due gemelli veneziani , in tal modo, termina con ben due morti sul pa...

L'arte del videogioco

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Strepitoso. Tale è l'unico aggettivo che viene alla mente per definire Lolita di Nabokov per la regia di Luca Ronconi .  Ronconi, uno dei registi, giustamente, più osannati dalla critica europea, se non mondiale, con il suo ultimo lavoro ha dato nuova linfa al teatro, creando uno spettacolo davvero multimediale, nel quale la multimedialità non è una sorta di "convitato di pietra" alla tavola del cavaliere, ma una vera necessità, parte integrante dello spettacolo.  Se non si avesse paura di essere completamente fraintesi, si oserebbe affermare che Ronconi, con Lolita , ha creato un enorme videogioco, uno di quelli dell'ultima generazione, nei quali il giocatore interagisce con il programma pre-impostato e crea e vive una storia nuova.  Ronconi ha, infatti, creato (con la scenografa Margherita Palli ) una meravigliosa macchina scenica assolutamente duttile alle esigenze del regista-narratore: gli oggetti (come sempre negli spettacoli ronconiani) entrano in scena solo ...